«Si accende una speranza per la centrale elettrica di Serramanna (Sardinia Bio Energy) e per la filiera che ruota intorno alla produzione programmabile da biomasse. Una speranza che può diventare realtà solo se l’emendamento Giagoni – Andreuzza al cosiddetto decreto bollette-energia viene sostenuto e approvato.»
Lo sostiene la Uilm Sardegna chiedendo adesso al “Parlamento di andare in fondo e approvare l’emendamento”. La Uilm ricorda che «il decreto energia/bollette, così come impostato, rischia di produrre un risultato paradossale: benefici marginali e temporanei in bolletta e danni strutturali su investimenti, indotto e occupazione».
Proprio il futuro della centrale elettrica di Serramanna, secondo il sindacato, sarebbe messo a rischio. L’emendamento presentato precisa il sindacato «riconosce la specificità del sistema elettrico insulare salvaguarda le rinnovabili programmabili (biomasse/biogas) come componente di sicurezza del sistema regionale nelle fasi di transizione; evita spegnimenti e perdita di occupazione per oltre 400 famiglie; allinea la misura al percorso di decarbonizzazione e alle infrastrutture di rete e indica una copertura finanziaria definita per un periodo transitorio (2026–2028), così da rendere la misura sostenibile e verificabile».
«Adesso la politica deve scegliere – conclude la Uilm Sardegna -: o si difende davvero la stabilità della rete sarda e il lavoro, oppure si continua con norme mutevoli che allontanano investimenti e mettono a rischio la tenuta industriale dell’Isola.»
«Adesso la politica deve scegliere – conclude la Uilm Sardegna -: o si difende davvero la stabilità della rete sarda e il lavoro, oppure si continua con norme mutevoli che allontanano investimenti e mettono a rischio la tenuta industriale dell’Isola.»











