Il comune di Alghero ha aderito alla costituenda Fondazione di Partecipazione “La Tradizione funeraria nella Preistoria della Sardegna – Le Domus de Janas”, il soggetto gestore che si occuperà di coordinare in modo unitario la gestione del patrimonio riconosciuto dall’Unesco.
«Dopo la straordinaria emozione vissuta a Parigi la scorsa estate, quando la necropoli di Anghelu Ruju è stata ufficialmente riconosciuta Patrimonio dell’Umanità, compiamo oggi un passo decisivo verso la gestione coordinata, strutturata e consapevole del sito – afferma il sindaco Raimondo Cacciotto -. Alghero ha molto da offrire, e questo riconoscimento ci permette di investire con ancora maggiore convinzione in risorse e competenze per rafforzare il turismo archeologico. Il nostro territorio è ricchissimo sotto il profilo culturale: valorizzare il nostro patrimonio significa rendere la città sempre più attrattiva, ma anche e soprattutto per assicurare alle future generazioni la possibilità di conoscerlo, viverlo e custodirlo.»
«Questo è il primo step verso l’avvio concreto della Fondazione e la sua operatività – aggiunge Raffaella Sanna, assessora della Cultura – ed è uno degli obiettivi che l’Unesco ci ha chiesto di conseguire entro il 2026. Siamo contemporaneamente al lavoro, insieme a tutti i futuri soci e in particolare con la Presidenza della Regione Sardegna e gli Assessorati al Bilancio, ai Beni Culturali e al Turismo, per l’attuazione del Piano di Gestione e la pianificazione necessaria al buon funzionamento del sito seriale e al rispetto dei requisiti Unesco.»
Per Fratelli d’Italia Alghero «si tratta di un passaggio che si inserisce in un percorso di chiara continuità amministrativa. La progettualità nasce infatti nella precedente amministrazione di centrodestra guidata dal sindaco Conoci, con il lavoro degli assessori Ligangi e Alessandro Cocco, che hanno contribuito alla costruzione del dossier di candidatura e dell’impianto strategico. Oggi quell’impostazione viene portata avanti dall’assessora Sanna, a cui va riconosciuto il merito di aver proseguito un lavoro già avviato, senza azzeramenti né improvvisazioni».
Antonio Caria


















