«Accogliamo con favore la decisione del Governo nazionale di ripristinare i fondi per la manutenzione delle strade provinciali, con uno stanziamento di 350 milioni di euro per il 2025 e 2026 tagliati dal decreto Milleproroghe.»
L’assessore regionale degli Enti locali e Urbanistica, Francesco Spanedda, ha commentato così la decisione odierna del Governo.
«Ci auguriamo che il ripristino degli stanziamenti si estenda anche agli anni successivi al 2026 – continua l’assessore -, una marcia indietro opportuna che segna un primo passo nella giusta direzione e restituisce respiro a territori da troppo tempo penalizzati da reti viarie in condizioni critiche e da una progressiva marginalizzazione degli enti di area vasta.»
«Auspichiamo che questo segnale non resti isolato, ma rappresenti l’inizio di un cambio di passo più ampio: è tempo che le Province vengano rimesse al centro delle politiche pubbliche come enti intermedi strategici, capaci di svolgere una funzione fondamentale di raccordo tra Regione e Comuni, soprattutto nelle aree interne – prosegue l’assessore -. Le Province, se potenziate negli uffici di progettazione, nelle stazioni uniche appaltanti, nelle strutture di supporto alla trasformazione digitale, negli Uffici Europa, possono contribuire a promuovere la crescita degli investimenti territoriali.»
«In Sardegna – sottolinea l’assessore -, le strade provinciali sono un elemento sostanziale di costruzione del paesaggio e di relazione tra i centri urbani. Innervano il nostro territorio che è composto da tanti centri distanti tra loro. Rappresentano, quindi, la spina dorsale dei collegamenti interni, essenziali per garantire l’accesso ai servizi, al lavoro e allo sviluppo economico. La loro manutenzione non è solo una questione infrastrutturale, ma un elemento chiave per assicurare pari opportunità a tutti i cittadini dell’isola.»
«La Sardegna, con la sua complessa articolazione territoriale, ha bisogno di Province operative, dotate di risorse e riconosciute nel loro ruolo istituzionale, per garantire coesione, servizi e sviluppo locale», conclude Francesco Spanedda.


















