L’I.B.I.S., associazione di promozione sociale operante a Nuoro dal 2012 e composta principalmente da donne, ha nel corso degli anni creato ponti di conoscenza culturale e svolto un ruolo chiave di sensibilizzazione del tessuto cittadino verso tematiche di utilità sociale, diritti umani e per una città distintiva nell’accoglienza del mondo dell’immigrazione. L’associazione, oltre alle numerose attività ideali, ha organizzato frequenti presentazioni letterarie e incontri per focalizzare e discutere tematiche sociali e di attualità cittadina.
L’incontro con il prof. Pietro Cancellu, «l’uomo delle Istituzioni che negli anni ’90 ha rinnovato il sistema scolastico territoriale – La rete degli Istituti comprensivi», era stato programmato da tempo e si inserisce ed intreccia, per pura casualità, mentre è vivace il dibattito e la mobilitazione politica e sindacale, per l’accorpamento degli Istituti scolastici sardi: un processo di dimensionamento che grava particolarmente su aree interne montane e Nuorese. Un’operazione calata dall’alto, senza nessuna considerazione e confronto sulle esigenze del territorio per imporre soppressioni e perdite di presidi scolastici, con danni concreti e irreparabili sull’offerta e diritto formativo-didattico.
Lisetta Bidoni, consigliera provinciale con delega all’Istruzione, nell’introdurre l’incontro ha determinato l’attenzione sull’attualità del “dibattito e le polemiche legate alle misure del dimensionamento della rete scolastica, adottate recentemente dalla Direzione scolastica regionale, che cancellano in Sardegna nove autonomie scolastiche, di cui ben tre in provincia di Nuoro. Provvedimento, evidenziato come uno dei passaggi più gravi e dannosi degli ultimi vent’anni per il futuro dell’istruzione nel Centro Sardegna, perché “adottato senza tener conto delle peculiarità e specificità del territorio nuorese (spopolamento, calo demografico, inadeguatezza della rete viaria, carenza nel sistema dei trasporti, alti tassi di dispersione scolastica, emigrazione giovanile, etc.), che avrebbero richiesto maggiore attenzione e forti investimenti da parte dello Stato».
È una storia che si ripete. Infatti, anche negli anni ’90, la scuola nuorese ha vissuto gli stessi dilemmi di oggi. Il paventato taglio di un elevato numero di istituzioni scolastiche fu sventato dalla sensibilità dell’Amministrazione periferica, che trovò nell’allora provveditore agli studi dr. Pietro Cancellu un combattivo e attento interprete delle normative, per definire nel territorio un innovativo modello organizzativo-didattico.
L’intenso lavoro del Provveditore, sinergico e collaborativo con gli amministratori locali, consentì alla provincia sarda di proporsi come prototipo di riferimento nazionale. In una documentata e particolareggiata trattazione, il prof. Pietro Cancellu, ha ricordato le fasi di analisi e studio che, oltre trent’anni fa, avevano determinato di «procedere alla “verticalizzazione” delle scuole». Sulla base «dei provvedimenti di “razionalizzazione” della rete scolastica si prevedevano drastiche soppressioni». In quell’occasione, applicare le norme e direttive nazionali «avrebbe comportato la chiusura di 20 direzioni didattiche e di 37 presidenze nell’anno scolastico 1994/95».
La soluzione, allora, fu trovata nell’applicazione della legge 31/1/1994 N° 97, che conteneva disposizioni relative alle Comunità montane e ai Comuni con meno di 5.000 abitanti: praticamente la totalità dei centri interni nuoresi! Un importante progetto, quello del prof. Pietro Cancellu, condiviso da amministrazioni locali, consiglio scolastico provinciale e sindacati, fruttò una soluzione formativa ed educativa di difesa dell’istruzione come diritto territoriale e salvaguardia delle autonomie.
A presentare la storia, il percorso formativo e umano di Pietro Cancellu, nato a Oliena, è stata la giornalista-redattrice del settimanale diocesano “L’Ortobene” e scrittrice Lucia Becchere che, con una narrazione coinvolgente e di emozionale autenticità, ha proposto la biografia dello storico Provveditore agli studi di Nuoro; evidenziate le significative esperienze maturate nel ruolo istituzionale, come figura di riconosciuta autorevolezza, e di significativa profonda umanità e disponibilità. La narrazione di Lucia Becchere ha evidenziato l’esperienza umana, familiare e di studi del dr. Pietro Cancellu, ma anche quella di uomo delle istituzioni legato alle sue radici e territorio. Un legame forte e concreto, vissuto professionalmente per comprendere le necessità ed esigenze del nuorese e con la costante capacità di guardare oltre l’orizzonte.
A coronare la serata di preziosi contributi e di memorie sono stati gli interventi di Zizza Corrias, Clara D’Addario, Angela Cerina, Chiara Contena e Antonella Cidda.
Ricordato il ruolo nuorese di “provincia pilota” e fucina di idee per una scuola vitale nel territorio, sviluppata negli anni Novanta nel fermento costruttivo e impegno ideale. L’attuazione della proposta del dr. Pietro Cancellu, aveva rappresentato un momento “rivoluzionario” e innovativo di coinvolgimento unitario delle componenti sociali del territorio; un insegnamento operativo e di unità collettiva da attualizzare per salvare le autonomie scolastiche territoriali, in un momento segnato da «dimensionamento e tagli, ma non dall’idea di scuola».
Cristoforo Puddu




















