«La scelta di tagliare nove autonomie scolastiche della Sardegna (dopo le 38 degli ultimi due anni) è l’ennesimo grave atto del governo Meloni contro l’isola. Invece di riaprire il dialogo con le Regioni che non hanno proceduto al dimensionamento scolastico, come sarebbe stato auspicabile, lo Stato, dopo averle commissariate, forza la mano e procede a ulteriori pesanti tagli. Questa scelta va a incidere in territori già devastati dalla crisi economica e dalla povertà educativa, e rende più complesso il grande lavoro che la Regione sta facendo nel tentativo di combattere il fenomeno della dispersione e dell’abbandono scolastico.»
Valter Campana, responsabile del dipartimento Istruzione di Sinistra Futura, ha commentato così, a nome del partito, il dimensionamento deciso dal commissario ministeriale, col taglio di 9 autonomie scolastiche dell’isola.
«Il rifiuto della Regione al dimensionamento era da interpretarsi come un invito all’ascolto dei suoi bisogni. È stato invece letto come un atto di insubordinazione secondo la logica autoritaria che caratterizza questo governo. Le norme da cui ha avuto origine questo sfacelo (la Legge 197/2022 e il DI 12/2023) hanno rovesciato completamente il paradigma attraverso il quale si procedeva al dimensionamento fino al 2023, cioè quello di partire dal basso e dai bisogni dei territori. Ora a pagare saranno soprattutto le comunità, le famiglie, gli studenti e le studentesse e il personale scolastico. Non possiamo accettare scelte politiche sbagliate da chi governa lontano dai territori e riduce la scuola a un esercizio di ragioneria, che guarda solo alla riduzione della spesa», ha concluso Valter Campana.













