Nella bocca a mare dello stagno di Feraxi, entro febbraio, sarà ripristinato l’equilibrio naturale del delicato sistema ambientale che lo caratterizza. Questo grazie all’intervento del Consorzio di Bonifica della Sardegna Meridionale, che oggi, proprio a Feraxi, ha presentato l’intervento alla stampa e alla popolazione durante un incontro a cui hanno partecipato il presidente Efisio Perra, Piero Comandini, Presidente del Consiglio Regionale della Sardegna; Francesco Agus, Assessore all’Agricoltura e Riforma Agro-Pastorale, Giovanni Piras, direttore generale di Agris Sardegna e, infine, Andrea Mandras Direttore Area Tecnico Ambientale del Consorzio di Bonifica.
L’intervento sul compendio ittico di Muravera rientra nelle competenze del Consorzio di Bonifica grazie a una legge regionale del febbraio 2025, la numero 7 che attribuisce ai Consorzi la possibilità di “eseguire interventi di manutenzione straordinaria volti alla tutela e alla salvaguardia delle aree lagunari e delle zone umide di competenza regionale” (così recita il testo).
Nello specifico al Consorzio di Bonifica della Sardegna Meridionale sono stati affidati la manutenzione immediata dei compendi di Feraxi, Malfatano e Su Stangioni di Teulada con l’assegnazione di 4 milioni di euro per il tramite di Agris. Assieme ai tra compendi ittici sui quali gli interventi si rendono necessari e urgenti, il Consorzio della Sardegna Meridionale si occuperà anche degli stagni Sa Praia, San Giovanni, Colostrai (nella Sardegna Sud Orientale), della laguna di Santa Gilla e dello stagno di Nora (nel cagliaritano), del compendio ittico di Porto Pino, Cirdu e Boi Cerbus (nel Sulcis Iglesiente).
«L’intervento in programma su Feraxi – spiega Efisio Perra, presidente del Consorzio di Bonifica -, fa parte della prima convenzione stipulata con la Regione Sardegna, per un importo totale di 4 milioni di euro, e che, occorre sottolinearlo, ha seguito un iter velocissimo grazie anche al lavoro dei nostri uffici: la deliberazione Ras è del marzo 2025, la determinazione del direttore generale Agris è invece del 31 ottobre, mentre la firma della convenzione è avvenuta il 4 novembre 2025, con autorizzazione alla esecuzione dei lavori da parte della Regione del 16 gennaio scorso. Per questo non possiamo che essere orgogliosi di dare una risposta immediata e veloce alla popolazione e agli operatori economici del posto, ma soprattutto di essere artefici della tenuta del delicato equilibrio di quei luoghi, in un periodo di forti stravolgimenti ambientali dovuto a cause naturali e antropiche.»
I lavori, infatti, sono già iniziati il 2 febbraio scorso, «data simbolica se pensiamo – continua Efisio Perra – che si celebra la Giornata Mondiale delle Zone Umide che Anbi, l’associazione nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue ha celebrato con un evento nazionale in Toscana, focalizzato sulle sfide per la salvaguardia di questi ecosistemi, incluse le lagune, minacciate dalla crisi climatica».
Nello specifico lo stagno di Feraxi riceve le acque dolci dal Rio Piricocca e dal Rio Corr’è Pruna. Un canale artificiale garantisce la comunicazione con il mare e l’attività di itticoltura e mitilicoltura alla cooperativa storica, nata nel 1976 che deve fare i conti però con il continuo riempimento dei fondali con detriti da parte delle correnti marine. Questo crea l’occlusione, a volte in maniera importante della bocca a mare. Si tratta di un’area protetta, di protezione faunistica e di cattura, dove convivono quindi le attività antropiche che creano economia per il territorio anche grazie al turismo (pesca sportiva e gare di canoa) e il delicato sistema ambientale.
«Tecnicamente – ha spiegato Andrea Mandras, direttore dell’area tecnica del Consorzio -, si tratta di un intervento di riconfigurazione batimetrica della bocca a mare, con la movimentazione dei sedimenti sabbiosi trasportati dalle correnti marine: una condizione critica difficilmente gestibile su iniziativa privata e che mette a rischio gli equilibri di scambio stagionali tra mare e laguna su cui si basano i cicli migratori e riproduttive delle specie ittiche. Le ricadute non sono solo di tipo ambientale ma anche economiche. Allo stato attuale di fatto non risulta garantito il ricambio d’acqua che aiuta a prevenire l’accumulo di sostanze tossiche come ammoniaca e nitriti, motivo per il quale l’intervento è urgente per garantire l’ossigenazione dell’acqua che garantisce a sua volta la salute dei pesci e delle piante.»
L’intervento nella pratica, prevede i lavori di personale e mezzi del Consorzio che realizzeranno un canale attraverso l’utilizzo di mezzi meccanici, con la rimozione dei sedimenti per circa 7.000 metri cubi di materiale che sarà depositato nello stesso stagno in modo da realizzare quello che tecnicamente è chiamato un abbancamento utile a eseguire interventi analoghi in futuro necessari per il completo ripristino dello stato originario.
«I Consorzi di Bonifica – conclude Efisio Perra – con le loro professionalità, mezzi e capacità degli uffici, ancora una volta dimostrano di essere dei bracci operativi efficienti a servizio della collettività e con il coordinamento della Regione Sardegna. Questa, ascoltando in questo caso le necessità del compendio di Feraxi per la salvaguardia di un settore economico importante della zona e per la salvaguardia dell’ambiente ha trovato nel nostro ente un partner efficiente e immediatamente operativo.»




















