La Rete Sarda, invita le forze politiche che hanno governato la sanità sarda sino ad oggi, ad agire con atti politici risolutivi nelle sedi istituzionali e non con equivoci sostegni alle proteste delle piazze.
La sanità è allo sbando. L’assenza di visione e di programmazione, ha decretato il fallimento di assessori d’oltremare e della stessa presidente Todde, nel ruolo di assessora alla sanità.
La nostra sanità non può essere il laboratorio di sperimentazione di tecnici estranei alla realtà sarda. La Sanità in Sardegna è complessa e richiede una conoscenza delle peculiarità da cui non si può prescindere.
Una conoscenza anche di decreti ministeriali come il DM70 che ci penalizzano sulla base dei numeri e che potremmo, per legge, non adottare, contrastando con ciò la chiusura dei Punti Nascita e lo spopolamento.
Denunciamo, non da oggi, l’anomala gestione della Sanità totalmente slegata dalla Salute.
Concetti legati, ma che viaggiano su binari diversi e contrastanti. Per l’eccesso di attenzione sugli apparati burocratici, su cui confluiscono interessi e discordie politiche, crescono le rinunce alle cure, i costi sociali, la mortalità, nonché i viaggi verso altre regioni d’Italia per cure mediche non garantite in Sardegna. Tra cavilli burocratici e cambi repentini di normativa, all’interno delle stesse Asl sarde, cresce la sofferenze dei malati e delle famiglie.
Non si può più tacere sulla Legge regionale 26/91 che dovrebbe consentire ai residenti di ottenere rimborsi per cure non erogabili tempestivamente in Sardegna. Questa legge merita non solo un’applicazione corretta da parte delle istituzioni predisposte, ma alla luce del crollo del sistema sanitario pubblico e delle lunghe liste d’attesa, la Rete Sarda ritiene che le restrizioni della legge meritino una rivisitazione urgente, anche per l’aggravarsi delle condizioni di salute dei malati, costretti spesso a emigrare addirittura senza diagnosi.
La Rete Sarda sollecita un concreto impegno della classe politica, nella gestione del diritto imprescindibile alla Salute pubblica nei nostri territori.
Claudia Zuncheddu – Rete Sarda per la Difesa della Sanità Pubblica








