Nel 2024 ha fatto emergere il fenomeno dell’abusivismo nello svolgimento della professione fisioterapica. Oggi l’Ofi, l’Ordine dei fisioterapisti della Sardegna Centrale, ha avviato la campagna informativa contro l’abusivismo nella professione “La tua salute merita fisioterapisti – Mettiti in buone mani”, attraverso la quale intende sensibilizzare i cittadini e, nello specifico, le migliaia di potenziali pazienti sardi che necessitano di cure appropriate, affinché ci si rivolga a professionisti formati, seri e quindi capaci di assicurare una giusta assistenza sanitaria. L’iniziativa di comunicazione, lanciata questa mattina durante una conferenza stampa tenuta a Cagliari nella sede dell’Ordine, prevede la distribuzione di una brochure cartacea nei diversi distretti sanitari delle province di Nuoro, Oristano, Ogliastra, Sud Sardegna e Città metropolitana di Cagliari dove opera l’Ordine della Sardegna Centrale. Si avvierà quindi una campagna digitale sui social network affiancata da altre iniziative di sensibilizzazione sui territori.
«Il fisioterapista è un professionista sanitario che si occupa di valutazione, prevenzione, cura, riabilitazione, palliazione e ricerca – ha spiegato Gino Sedda, presidente dell’Ofi -. Interviene nel trattamento di condizioni acute e croniche, avvalendosi di tecniche manuali, esercizi terapeutici e terapie fisiche. L’abuso della professione di fisioterapista da parte di soggetti senza titoli e competenze può determinare gravi danni alla salute delle persone che si sottopongono ai trattamenti. Ecco perché è fondamentale avere la consapevolezza e la certezza di essere in buone mani.»
Per descrivere la professione del fisioterapista si deve tener conto di alcuni strumenti chiave: la formazione continua con un aggiornamento costante sulle nuove tecniche, terapie e tecnologie da poter utilizzare; l’interazione attraverso cui portare avanti le collaborazioni con altri professionisti per offrire un approccio integrato al paziente; le tecnologie avanzate per l’uso di strumenti come la telemedicina o la realtà virtuale nei trattamenti; la comunicazione efficace nell’utilizzo di strategie comunicative che permettano l’aderenza al trattamento e il raggiungimento degli obiettivi; la ricerca e l’innovazione nell’elaborazione di progetti e studi clinici che producano evidenze scientifiche capaci di accrescere le professionalità e contribuire al progresso della disciplina; l’educazione del paziente attraverso cui favorire interventi mirati alla prevenzione di infortuni e patologie e al mantenimento di uno stile di vita sano.
Alla conferenza stampa hanno preso parte anche alcuni studenti del corso di laurea di Fisioterapia dell’Università di Cagliari, i quali hanno raccontato che cosa vuol dire acquisire le conoscenze necessarie in un articolato percorso teorico e pratico, lungo tre anni, prima dell’acquisizione del titolo finale e quindi dell’abilitazione. «La formazione include il tirocinio in contesti professionali, garantendo un’adeguata preparazione per l’ingresso nel mondo del lavoro – hanno detto gli studenti -. Il tirocinio è un’esperienza formativa fondamentale che include attività pratiche in contesti reali, per acquisire familiarità con il lavoro di fisioterapista e mettere in campo le competenze acquisite, sotto la supervisione di tutor dall’alto valore professionale e accademico.»



















