Sono tredici gli Ospedali di Comunità che saranno realizzati in Sardegna con la programmazione del Pnrr, 32,7 milioni di euro a cui si aggiungono ulteriori 7,5 milioni cofinanziati dalla Regione, per un totale di oltre 40,2 milioni di euro declinati nel programma di investimenti approvato dalla Giunta regionale: circa 11,4 milioni di euro all’Asl 1, per quattro presidi (due a Sassari e uno rispettivamente a Ploaghe e a Ozieri); 3,8 milioni all’Asl 2 per due presidi (a La Maddalena e Tempio Pausania); 8,2 milioni all’Asl 3 per due presidi (a Nuoro e Sorgono); 3,6 milioni all’Asl 5 (per Ghilarza e Bosa); 3,4 milioni all’Asl 7 per un presidio (a Iglesias, Santa Barbara); 9,8 milioni all’Asl 8, per due presidi (a Cagliari). Una pianificazione, quella definita a livello regionale, improntata su quanto disposto dalla normativa nazionale che prevede un Ospedale di Comunità ogni centomila abitanti.
«Per la Sanità – ha detto il presidente Christian Solinas – abbiamo approvato un piano da oltre 270 milioni di euro a cui abbiamo aggiunto ulteriori 21,6 milioni di risorse regionali. Il Pnrr rappresenta un’occasione importante per la nostra Isola e utilizzeremo ogni risorsa a disposizione per dare ai sardi una sanità moderna, in grado di rispondere alle necessità e alle sfide che abbiamo di fronte.»
«L’emergenza Covid ha evidenziato la necessità di rafforzare i servizi sul territorio – ha aggiunto l’assessore della Sanità, Mario Nieddu -. L’Ospedale di Comunità nasce in quest’ottica, per la gestione dei pazienti a bassa intensità di cure, che necessitano comunque di assistenza continuativa. Parliamo di pazienti dimessi dai reparti specialistici che necessitano di controllo o di persone affette da patologie croniche, la cui gestione della malattia può evitare il ricorso all’ospedalizzazione.»



















