Una nutrita delegazione sarda sarà presente, dal 16 al 19 luglio, a Roma, al Congresso Confederale Nazionale della Cisl, sul tema ‘Il coraggio della partecipazione’.
«Porteremo con forza i problemi della Sardegna nel dibattito confederale – dichiara il segretario generale del sindacato, Pier Luigi Ledda, che sarà a capo della delegazione -, a iniziare dai temi industriali, la chimica verde e le vertenze del Sulcis: Portovesme, Sider Alloys, Eurallumina. C’è poi il tema irrisolto della rete ferroviaria sarda, per la quale è necessario uno studio di fattibilità tecnico-economica sul raddoppio della linea ferroviaria Sulcis–Cagliari–Oristano–Macomer–Sassari–Olbia, per la realizzazione della tratta Abbasanta–Nuoro, per velocizzare, finalmente, l’intera rete e prevedere collegamenti con porti e aeroporti.»
Tutte tematiche che, secondo il segretario Ledda, «non riducibili a localismi, ma che rappresentano domande nazionali sulle quali siamo certi di trovare appoggio e condivisione nella segreteria nazionale».
L’appuntamento confederale rappresenta il naturale approdo di un percorso che in Sardegna è stato lungo, diffuso e largamente partecipazione, e che ha attraversato l’intera isola con 1.366 assemblee, 177 congressi, 5.645 delegati coinvolti.
«Non sono numeri, ma persone, donne e uomini, delegate e delegati, lavoratrici e pensionati che ci hanno parlato di bisogni, diritti, fatica ma anche di speranza e futuro. È la testimonianza concreta di un sindacato che c’è, che ascolta, che costruisce. La delegazione sarda – prosegue il segretario -, espressione di tutte le articolazioni territoriali e categoriali della CISL, porterà a Roma i problemi veri della Sardegna, affrontandoli con responsabilità e spirito propositivo: la sofferenza giovanile e femminile; le emergenze infrastrutturali; la crisi della sanità pubblica; il bisogno di un’autonomia utile, non rituale; la transizione energetica, da governare con regole e lavoro territoriale, che penalizzano famiglie e comunità, attrarre investimenti sostenibili e valorizzare le potenzialità dell’isola.»
La Cisl Sarda si presenta al Congresso con un mandato forte e chiaro: «Contribuire a costruire un sindacato che sia parte attiva del cambiamento, che non si limiti alla denuncia, ma che lavori ogni giorno per soluzioni concrete. Con il lavoro, con i diritti, con la partecipazione – conclude il leader della Cisl sarda -, possiamo costruire un’isola più giusta, più forte, più nostra».



















