Grande partecipazione nella sala “Giovanna Salaris” di IERFOP per il convegno “Dalla Terra alla Tavola – I Cibi dei Centenari”, prima tappa di un progetto regionale che mette in relazione dieta sardo-mediterranea, longevità e sviluppo locale.
L’iniziativa, promossa da Confesercenti Sardegna e dalla Comunità Mondiale della Longevità con il sostegno dell’Assessorato regionale al Turismo, punta a valorizzare le filiere agropastorali che producono gli alimenti identitari della tradizione isolana, incrementandone la produzione e trasformandoli in un asset strategico per il turismo. L’obiettivo è superare la lettura folkloristica della longevità sarda e riconoscerla come una risorsa strutturale, capace di generare economia, occupazione qualificata e attrattività internazionale.
Il progetto intende rafforzare il legame tra produttori, ristorazione e sistema dell’accoglienza, costruendo percorsi esperienziali capaci di raccontare lo stile di vita dei centenari e di favorire la destagionalizzazione dei flussi turistici. Le ricadute attese riguardano la crescita economica delle aree rurali, la tutela del paesaggio, la valorizzazione delle tradizioni e il consolidamento dell’immagine della Sardegna come terra di benessere e qualità della vita.
Ad aprire i lavori è stato l’assessore regionale del Turismo, Franco Cuccureddu, che ha ribadito una strategia fondata su qualità, autenticità e valorizzazione delle identità territoriali: «Non dobbiamo inventare nuove offerte turistiche, ma rendere centrali quelle che nascono dalla nostra storia e dal nostro territorio».
Franco Cuccureddu ha ricordato come la Sardegna, prima Blue Zone identificata al mondo, rappresenti un unicum internazionale e un potente elemento di posizionamento anche in vista dei grandi appuntamenti fieristici come la BIT Milano. Ha inoltre annunciato l’intenzione di promuovere un incontro con le altre Blue Zone mondiali – Okinawa, Icaria, Loma Linda e Nicoya – per avviare un protocollo di collaborazione internazionale e rafforzare la rete globale dei territori della longevità.
Al centro del confronto la impostazione del presidente della Comunità Mondiale della Longevità Roberto Pili che, da riconosciuto esperto della medicina dell’AGING, ha ricondotto la straordinaria presenza di centenari in Sardegna non a un’anomalia statistica , ma al risultato di un ecosistema umano e ambientale coerente, funzionalmente votato alla salute, profondamente radicato nella cultura dei territori.
Secondo Roberto Pili, la longevità sarda nasce dall’integrazione armonica di più fattori: un’alimentazione basata su un ricco paniere di prodotti con alta densità nutrizionale – cereali tradizionali, legumi, ortaggi, olio extravergine, vino e lattiero-caseari – espressione diretta delle filiere locali e della eccezionale ’agrobiodiversità sarda ; uno stile di vita attivo legato al lavoro nei campi e alla pastorizia; un ambiente ancora integro, con paesaggi preservati e ritmi meno frenetici; una rete comunitaria solida, fondata su relazioni intergenerazionali, senso di appartenenza e sostegno reciproco; una dimensione spirituale e una naturale cultura dell’accoglienza.
«Dalla Terra alla Tavola – ha spiegato Roberto Pili – intende valorizzare questa cultura come incubatore di salute e proporla quale elemento distintivo nel nuovo paradigma turistico orientato al benessere.»
La longevità sarda emerge così come espressione di un sistema integrato che parte dalla terra, attraversa le filiere produttive e le relazioni sociali e si traduce in qualità della vita. Rafforzare questo sistema significa tutelare l’agrobiodiversità, sostenere le economie delle aree interne e trasformare il patrimonio identitario dell’Isola in un vantaggio competitivo sostenibile a livello internazionale.
A seguire è intervenuto Paolo Usai, eminente gastroenterologo sardo, che ha ribadito il ruolo determinante dell’alimentazione nella salute dell’intestino e nell’equilibrio metabolico complessivo: «Il modello sardo-mediterraneo, fondato su fibre, legumi, cereali integrali, olio extravergine e lattiero-caseari di qualità, rappresenta un alleato straordinario nella prevenzione delle patologie croniche».
Sul rapporto tra corretta alimentazione, benessere psicofisico e qualità della vita è intervenuta la professoressa Donatella Petretto dell’Università di Cagliari.
In chiusura, Roberto Bolognese, presidente regionale di Confesercenti Sardegna, ha sottolineato il ruolo decisivo di produttori, trasformatori e commercianti nel mantenere elevata la qualità dell’offerta alimentare isolana: «Se oggi la Sardegna può vantare un patrimonio agroalimentare di eccellenza è grazie al lavoro quotidiano di chi opera nelle filiere. È fondamentale che le nuove generazioni che scelgono il turismo comprendano il valore strategico di questo sistema».
Il convegno si è concluso con una degustazione guidata dei “piatti unici” della dieta sardo-mediterranea, dimostrazione concreta di come tradizione, salute e sviluppo possano convergere in un’unica visione strategica.










