Alla base di tutto c’è una visione precisa: educare attraverso la relazione e la partecipazione. «In un oratorio – spiega padre Paolo Azara, missionario vincenziano e parroco della Medaglia Miracolosa – lo sport non può mancare, perché ha un profondo valore educativo. Allenarsi e giocare insieme insegnano il rispetto delle regole, lo spirito di squadra e l’impegno quotidiano.»
Nel cuore di un quartiere complesso, segnato da difficoltà sociali, la parrocchia è diventata un punto di riferimento per la crescita umana, spirituale e sociale dei giovani. La sinergia tra comunità parrocchiale, genitori e mondo dello sport ha dato vita ad un ventaglio di attività: scuola calcio, corsi di arti marziali, basket, ginnastica per anziani e percorsi inclusivi per ragazzi con disabilità.
«Noi mettiamo a disposizione gli spazi e riceviamo il sostegno delle società sportive – continua il parroco – in modo da offrire a tutti l’opportunità di praticare sport a costi contenuti, talvolta perfino gratuitamente. È un segno concreto: vogliamo che nessuno resti escluso per motivi economici perché lo sport, spesso troppo costoso, è fondamentale per lo sviluppo integrale dei bambini.»
Originario di Calangianus, in Gallura, sacerdote dal 2007, a Cagliari dal 2017 e parroco dal novembre 2021, padre Paolo insegna anche religione alle scuole secondarie di primo grado del Nuovo Collegio della Missione. Prima di arrivare nel capoluogo, ha vissuto un intenso decennio da missionario nelle missioni popolari in Sardegna e nel continente. Oggi vive con altri tre confratelli della Congregazione dei Preti della Missione che da anni operano nel quartiere di San Michele.
Da vari anni è membro dell’équipe di Pastorale Giovanile e Vocazionale Vincenziana e organizza ogni dicembre un ritiro di preparazione al Natale. L’edizione di quest’anno, che si è svolta dal 5 al 7 dicembre, ha riunito circa 20 adolescenti e giovani sul tema «Chiamati a vivere la fede, a portare la speranza e a condividere nella carità», un’esperienza di formazione e servizio vissuta in spirito di fraternità, coordinata dal parroco e da tre animatori.
L’attenzione di padre Paolo per i giovani si riflette pienamente nelle attività dell’oratorio. Ogni pomeriggio gli ambienti della parrocchia si riempiono di voci e incontri: catechesi, formazione, accoglienza per ragazzi di diverse età e provenienze. Sono tra i 120 e i 150 i giovani coinvolti ogni settimana. Alcuni provengono da altri quartieri della città, altri da famiglie di origine straniera. «Lavoriamo sull’accoglienza e sull’inclusione – aggiunge padre Azara – cercando di testimoniare i valori del Vangelo con gesti concreti. Nessuno viene lasciato indietro: la porta è sempre aperta». Ciò che rende unica la comunità della Medaglia Miracolosa è la presenza quotidiana. «Siamo sempre qui, ogni giorno – sottolinea il sacerdote -. Conosciamo i ragazzi, i loro genitori, le loro difficoltà. Quando qualcuno ha bisogno, trova ascolto, senza giudizio». Non solo un luogo dove praticare sport, dunque, ma una seconda casa, uno spazio di crescita, confronto e solidarietà dove anche il gioco si trasforma in cammino di fede.
Accanto alle attività sportive e catechistiche, la parrocchia offre anche supporto scolastico gratuito, grazie a un gruppo di insegnanti volontari che mettono a disposizione alcune ore alla settimana per le ripetizioni. L’impegno prosegue anche d’estate, con il campo estivo che da giugno a settembre accoglie decine di bambini e adolescenti, proponendo giochi, laboratori e momenti di preghiera. Alla Medaglia Miracolosa, dunque, sport, catechesi e solidarietà camminano insieme. È un esempio concreto di come la parrocchia possa ancora oggi essere un luogo vivo e accogliente, capace di educare alla vita nello spirito del messaggio evangelico.
Questa è solo una delle tantissime storie di salvezza e aiuto portate avanti sul territorio da sacerdoti, impegnati in prima linea, e dalle loro comunità. Lo spiega chiaramente la nuova campagna istituzionale della Conferenza Episcopale Italiana dal claim incisivo «Chiesa cattolica italiana. Nelle nostre vite, ogni giorno», che si articola attorno ad alcune domande -. Che importanza dai a chi fa sentire gli anziani meno soli? A chi aiuta i ragazzi a prepararsi al futuro? A chi ti aiuta a pregare? – un racconto corale che mostra come la Chiesa abiti le storie di ogni giorno, con gesti di vicinanza, mani che si tendono, parole che consolano, segni che trasformano la fatica in speranza.
La campagna intende mostrare i mille volti della «Chiesa in uscita», una comunità che si fa prossima ai più fragili e accompagna famiglie, giovani e anziani con azioni concrete. Dai percorsi formativi rivolti ai ragazzi, per imparare a usare intelligenza artificiale e nuove tecnologie, alle attività ricreative per gli anziani che spesso devono affrontare una vita in solitudine, dal sostegno alle persone lasciate sole, restituendo loro dignità e speranza, ai cammini di fede per aiutare ogni individuo a incontrare Dio nella vita quotidiana.
«Nell’Italia di oggi, senza la presenza viva della Chiesa, con la sua rete di solidarietà – spiega il responsabile del Servizio per la promozione del sostegno
Ideata e prodotta da Casta Diva Group la campagna della Conferenza Episcopale Italiana è on air dal 30 novembre fino al 31 dicembre 2025. Gli spot, da 15” e da 30”, raccontano una Chiesa vicina, ogni giorno, attraverso cinque esempi concreti: l’attenzione agli anziani, che diventa cura per chi affronta la solitudine; l’impegno verso le nuove generazioni, che si traduce in percorsi formativi per l’utilizzo delle nuove tecnologie; il dono delle seconde possibilità, che si concretizza in una mano tesa a chi si sente escluso o emarginato; la forza della preghiera, che illumina il cammino di chi è in ricerca; la salvaguardia del creato, che passa anche dall’esplorazione scientifica per scoprire la bellezza nascosta nel mondo. Un invito a riconoscere nella vita di tutti i giorni il volto di una Chiesa che c’è, serve e ascolta, testimoniando la concretezza del Vangelo vissuto. Non solo tv, ma anche radio, digital e carta stampata, con uscite pianificate su testate cattoliche e generaliste, pensate per invitare a riflettere sui valori dell’ascolto, della vicinanza e della fraternità. Perché «la Chiesa cattolica è casa, è famiglia, è comunità di fede. Per te, con te».

















