Omaggio a Gigi Riva, tra l’epopea sportiva e il ritratto di un “hombre vertical” divenuto simbolo di un’Isola – sabato 28 marzo alle 20.30 – con “Riva Luigi ’69 ’70 – Cagliari ai dì dello scudetto”, uno spettacolo scritto, diretto e interpretato da Alessandro Lay, progetto sonoro di Matteo Sanna, disegno luci e suoni di Giovanni Schirru e scenografie di Mario Madeddu, Marilena Pittiu e Matteo Sanna – produzione Cada Die Teatro in cartellone sabato 28 marzo, alle 20.30 ,al TsE di Is Mirrionis a Cagliari per la Stagione 2025-2026 di Teatro Senza Quartiere organizzata dal Teatro del Segno, con la direzione artistica di Stefano Ledda, nell’ambito del progetto pluriennale Teatro Senza Quartiere / per un quartiere senza teatro (2017-2026), con il patrocinio e il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna e il patrocinio del Comune di Cagliari, e con il contributo della Fondazione di Sardegna.
Un avvincente monologo in cui si intrecciano note autobiografiche e cronache calcistiche, tra ricordi d’infanzia e ferite immedicabili e dove le tragedie private e i trionfi sul campo un eroe moderno, dotato di uno straordinario talento per il pallone, riaffiorano come per caso, finché la bellezza di un gesto atletico suscita l’emozione di un’opera d’arte.
«Il gioco del football è un “sistema di segni”; è, cioè, una lingua, sia pure non verbale. La sintassi si esprime nella “partita”, che è un vero e proprio discorso drammatico – sosteneva Pier Paolo Pasolini -. Ci può essere un calcio come linguaggio fondamentalmente prosastico e un calcio come linguaggio fondamentalmente poetico… Riva gioca un calcio in poesia». E Alessandro Lay, riconoscendosi in quell’intuizione dell’intellettuale e poeta friulano, e partendo dal ricordo di «un ragazzo schivo, a volte sorridente… che puntava i pugni in terra e si faceva tutto il campo correndo ogni volta che segnava un gol…» ricostruisce la storia emblematica del leggendario “Rombo di Tuono”.










