Un grido d’allarme corale e una piattaforma di rivendicazioni urgenti si levano da Confapi. La confederazione delle Piccole e Medie Industrie Italiane per voce del suo Presidente Nazionale, in unione con la presidenza di CONFAPI Sardegna e del vice presidente delegato ai trasporti, interviene sulla crisi dei collegamenti sardi, definendola una “strozzatura economica permanente” che sta mettendo in ginocchio la tenuta occupazionale e la competitività del sistema Sardegna.
A differenza di altri territori insulari europei, la Sardegna si trova oggi in un limbo normativo penalizzante. Mentre le Regioni Ultraperiferiche (RUP) dell’Unione Europea – come la Martinica per la Francia o le Azzorre per il Portogallo – beneficiano di deroghe specifiche grazie all’Articolo 349 del TFUE, la Sardegna resta ancorata a logiche di mercato ordinario che non tengono conto della sua condizione geografica.
È fondamentale sottolineare come, proprio in virtù di questo status, molte RUP siano attualmente esentate o compensate per i costi derivanti dal sistema ETS (Emission Trading System) fino al 2030. La Sardegna, pur condividendo le medesime criticità logistiche, rischia invece di subire l’intero impatto dei rincari previsti per il 2026, con un aumento dei costi delle traversate che potrebbe superare il 40%, rendendo insostenibile l’export e l’import dei beni.









