ISDE Sardegna (Associazione Medici per l’Ambiente) ha diffuso una nota nella quale esprime le sue posizioni sulle scelte da fare per il futuro energetico della Sardegna.
«La guerra in corso è una lezione che dovrebbe orientare le nostre istituzioni politiche verso nuove scelte: la Sardegna sarebbe dovuta essere fuori dai giochi e dalle speculazioni di un mercato internazionale ricattato dai signori della guerra, del gas e del petrolio – si legge nella nota dell’Associazione Medici per l’Ambiente -. A questo punto, superare la dipendenza energetica attraverso le fonti rinnovabili si deve e si può fare per la salute e l’emancipazione economica e politica.»
«Si prospettano nuove centrali a carbone, centrali a biomasse, il potenziamento degli impianti di incenerimento e l’ampliamento delle discariche – aggiunge ISDE Sardegna -. Si riaffacciano progetti per le infrastrutture come metanodotto, elettrodotto sostenuto dal programma delle invasioni degli impianti eolici e lo sviluppo di centrali a gas con ulteriori infrastrutture per lo stoccaggio e la rigassificazione del GNL. E’ un giro di affari inarrestabile. Per affrontare il phase out dal carbone, ad esempio, non sarebbero necessarie nuove centrali a gas. E’ chiaro che gli investimenti miliardari previsti per il gas fossile (comprensivi di capacity market) saranno sottratti alle energie rinnovabili, unica soluzione al cambiamento climatico.»
«Per quanto riguarda l’idrogeno, combustibile cosiddetto “pulito” e considerato da enti pubblici e privati come soluzione definitiva ai problemi del clima, merita qualche puntualizzazione – sottolinea ISDE Sardegna -. L’idrogeno “verde” si ottiene dall’elettricità rinnovabile ed è considerato “amico del clima”, ma costituisce meno dello 0,1% dell’idrogeno UE. Oltre il 90% deriva dai combustibili fossili che alterano il clima, come l’idrogeno “grigio” derivato da gas fossile. Il passaggio dell’economia all’idrogeno “verde” sarebbe auspicabile per eliminare l’industria del gas, ma costituisce meno dello 0,1%.»
Per ISDE – Medici per l’ambiente il futuro non può essere garantito dal gas metano, «l’ennesima fonte fossile altamente inquinante e con strutture obsolete che attraverserebbero l’Isola, non in modo incruento, per il passaggio del gas metano dall’Algeria all’Europa».
«E’ importante – conclude ISDE Sardegna – che la Regione e i 377 comuni sardi portino avanti politiche finalizzate a favorire la realizzazione di nuovi impianti da fonti rinnovabili, a partire dalle aree SIN con le dovute analisi di rischio e l’adozione di misure come quelle delle comunità energetiche: efficientamento dell’edilizia popolare, risparmio energetico, mobilità sostenibile e riassetto e rinaturalizzazione del territorio.»









