«La risposta del Governo, durante il question time di ieri alla Camera dei Deputati, testimonia l’impegno di Sogin nell’accelerazione delle attività che consentirà entro quest’anno di superare la soglia del 45% nelle attività di decommissioning nucleare.»
Lo si legge in una nota diffusa stamane da Sogin.
«Il riferimento fatto ieri dal ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà, al Piano industriale 2020-2025 varato dall’attuale Governance aziendale – aggiunge la nota -, consente di ricordare, e confermare, l’obiettivo di realizzare nell’arco di piano un volume di attività per oltre 900 milioni di euro. Il picco è nel biennio 2022-2023 con l’avvio, fra l’altro, degli smantellamenti dei reattori delle centrali di Garigliano e Trino, che rappresentano i lavori più complessi dal punto di vista ingegneristico e operativo nella dismissione di un impianto nucleare.»
«Non a caso, pochi giorni fa è stata lanciata la gara per l’affidamento dei lavori di smantellamento del “nocciolo” del reattore della centrale del Garigliano – conclude la nota di Sogin -, ossia di tutti i componenti metallici attivati, denominati internals, presenti nel vessel che è la struttura nella quale durante l’esercizio avveniva la reazione nucleare.»









