«Durante la pandemia li abbiamo chiamati “angeli”. Ora, molti di loro si ritrovano senza un posto di lavoro stabile. Gli Operatori Socio-Sanitari (OSS) che, in quel difficile periodo, hanno accettato la sfida lasciando altri impieghi per dedicarsi alla sanità pubblica meritano oggi di essere stabilizzati. La stabilizzazione deve riguardare tutti coloro che possiedono i requisiti, in base ai mesi di servizio e alle selezioni pubbliche sostenute. Questo tema interessa anche gli OSS che hanno lavorato nella ASL 6 del Medio Campidano, e non solo quelli della ASL 8.»
Lo scrive, in una nota, Alberto Urpi, consigliere regionale della Sardegna.
«In sede di discussione della legge finanziaria, presenteremo emendamenti per garantire questa stabilizzazione, auspicando un accordo condiviso tra tutte le forze politiche. L’obiettivo è tutelare chi ha maturato esperienza sul campo senza penalizzare coloro che si trovano nelle graduatorie dei concorsi pubblici – conclude Alberto Urpi -. Alcuni OSS hanno superato un concorso, altri hanno prestato servizio nella sanità pubblica per anni: entrambe queste competenze vanno preservate e valorizzate.»








