«Quattro direttori generali in due anni non sono un fatto fisiologico, ma il segnale evidente di una criticità nella governance della nostra ASL. In queste condizioni diventa difficile garantire programmazione, efficienza e qualità dei servizi ai cittadini.»
Lo dichiara il consigliere regionale e sindaco di Sanluri Alberto Urpi, intervenendo sull’ennesimo cambio alla direzione generale.
«La continua alternanza ai vertici rischia di rallentare i processi decisionali e di indebolire la capacità del sistema sanitario territoriale di rispondere con efficacia ai bisogni reali delle comunità. La sanità, per funzionare, ha bisogno di stabilità, visione e responsabilità», aggiunge il sindaco di Sanluri.
Alberto Urpi richiama quindi la maggioranza regionale a un’assunzione di responsabilità: «Su un tema così delicato non può prevalere il silenzio. I rappresentanti del territorio hanno il dovere di esprimere una posizione chiara e di contribuire a garantire scelte coerenti e nell’interesse dei cittadini. Il mio è un richiamo istituzionale, non una polemica. È necessario uscire da una logica di continua discontinuità e assicurare finalmente una guida autorevole e stabile alla ASL. Solo così sarà possibile rafforzare la fiducia dei cittadini e dare risposte concrete al territorio.»
E aggiunge: «Colpisce, e non poco, il silenzio della maggioranza di governo regionale presente nel Medio Campidano. Un silenzio così composto e disciplinato da far quasi pensare a una nuova forma di presenza politica… invisibile. Viene da chiedersi se i rappresentanti del territorio siano semplici spettatori di decisioni prese altrove, magari a Cagliari, oppure se intendano prima o poi far sentire la propria voce».
«Nel frattempo assistiamo a un continuo via vai di dirigenti, provenienti da tutta la Sardegna e ora anche da fuori regione, senza che su questo si apra un confronto pubblico degno di questo nome.
Tutto normale? Tutto condiviso? Oppure va bene così, purché si decida altrove? – conclude Alberto Urpi -. I cittadini meritano risposte, non silenzi. E il territorio merita rappresentanti che rappresentino
davvero.»








