«L’Avviso ‘Scuole Aperte Scuole Nuove’ rappresenta un intervento importante e innovativo, che coglie una delle principali emergenze della Sardegna: la dispersione scolastica e la fragilità educativa diffusa nei nostri territori.»
Lo dice Mirko Idili, Segretario Confederale della CISL Sardegna, commentando il bando da 5,1 milioni di euro promosso dalla Regione.
«Apprezziamo – prosegue Mirko Idili – la scelta di integrare risorse europee e di promuovere un modello di scuola aperta, concepita come presidio civico e comunità educante, in linea con le esperienze migliori e con una visione educativa più avanzata. È una direzione giusta, che può contribuire a contrastare fenomeni come lo spopolamento e la povertà educativa.»
La CISL evidenzia alcune criticità che rischiano di limitarne l’impatto: «La prima riguarda l’assenza di un coinvolgimento strutturato delle parti sociali». In un intervento che punta a incidere sui territori e sulle comunità, è fondamentale valorizzare il contributo del sindacato e del partenariato economico-sociale, che rappresentano un punto di connessione diretto con il mondo del lavoro e con i bisogni reali delle famiglie.
«Un secondo elemento di attenzione riguarda le tempistiche e la complessità del bando – continua il segretario -. La costruzione dei partenariati richiede tempo, competenze e capacità organizzativa. Senza un adeguato supporto, c’è il rischio concreto che i territori più fragili, a causa della complessità procedurale, non riescano a cogliere appieno l’opportunità data.»
«Questo bando – conclude Mirko Idili – può rappresentare una svolta, ma solo se diventa il primo passo di una strategia strutturale e partecipata. La scuola deve essere davvero al centro di una comunità educante diffusa, capace di generare inclusione, opportunità e sviluppo. La CISL è pronta a fare la propria parte per costruire questo percorso insieme alle istituzioni e ai territori.»










