Cartelli, insegne, scritte urbane, tracce linguistiche nello spazio pubblico: anche così una lingua racconta la propria storia, la propria identità e il rapporto con il territorio. Ed è proprio a partire da questa prospettiva che il sardo approda al centro di un progetto internazionale promosso dall’Alleanza EDUC – European Digital UniverCity, trasformandosi in oggetto di studio e confronto tra università europee.
Nei giorni scorsi sette studenti e studentesse dell’Università degli Studi di Cagliari, accompagnati dalle docenti Giulia Grosso e Nicoletta Puddu, hanno raggiunto Potsdam e Berlino per partecipare alla seconda fase del progetto “Linguistic and narrative landscapes: identity, memory and transformation”, realizzato insieme alle Università di Potsdam e Masaryk di Brno.
Al centro dell’esperienza c’è il linguistic landscape: lo studio delle lingue nello spazio pubblico e del loro valore sociale, culturale e simbolico. Un ambito particolarmente significativo per la Sardegna, dove il plurilinguismo e la presenza del sardo nello spazio pubblico aprono prospettive di ricerca legate alla cultura, alla partecipazione e alla valorizzazione delle comunità locali.
Il progetto ha offerto agli studenti e alle studentesse l’opportunità di osservare come le lingue vengano rappresentato nei contesti urbani contemporanei e di confrontare questa realtà con altri paesaggi linguistici europei. A Berlino, in particolare, il gruppo di UniCa ha raccolto dati sulla presenza della lingua sarda nello spazio urbano, confermando il valore di un’esperienza che unisce ricerca, mobilità internazionale e formazione.
L’attività si inserisce nell’ambito dell’Alleanza EDUC e rappresenta un esempio concreto di didattica europea condivisa: studenti e studentesse provenienti da diversi Paesi lavorano insieme attraverso attività di ricerca, confronto metodologico e raccolta dati sul campo, sviluppando competenze linguistiche, interculturali e scientifiche.






