Il vino naturale piace perché piace la biodiversità, da scoprire nelle degustazioni di calici non scontati – per esempio nelle masterclass con l’esperto Giampaolo Giacobbo – e tour guidati. Riscontri positivi per “Vite e vite. Incontri con i vignaioli”, che ha aperto, a La Maddalena, la settima edizione di Giugno Slow.
La manifestazione è promossa da Slow Food Gallura, Slow Food Sardegna e dal Comune di La Maddalena e dedicata al fondatore di Slow Food Carlo Petrini, appena scomparso.
Domani, domenica 24 maggio, ancora degustazioni, laboratori e approfondimenti. Si comincia alle 11.00 con l’approfondimento aperto a tutti in Comune (Sala consiliare, in piazza Garibaldi, 13): “Il vino naturale oggi. Perché proporlo, perché berlo. Riflessioni sul mercato odierno della ristorazione e sull’accostamento del vino al cibo”.
Ne spiega l’importanza Paola Placido, ideatrice di Vite e vite. «Quest’anno abbiamo voluto coinvolgere maggiormente gli operatori di settore, in particolare i ristoratori, nella nostra idea di divulgazione, formazione e ricerca. Durante il convegno si parlerà di ristorazione su vari livelli, e soprattutto l’intervento di un esperto del calibro di Sandro Sangiorgi presenta un progetto che svilupperemo tutto l’anno incentrato sull’accostamento vino-cibo.»
Pomeriggio agli ex Magazzini Ilva (via Fabio Filzi, 10). Alle 15.00 si va alla scoperta dell’identità del vino attraverso il ceppo di lievito nel laboratorio dell’accademica Marilena Budroni, responsabile scientifica della Collezione Mbds-Unisscc dell’Università degli studi di Sassari. I banchi di assaggio per scoprire 150 referenze, sono aperti dalle 16,30 alle 20,30. Li accompagnano le proposte gastronomiche e la musica di Federico Marras Perantoni in trio.
La tre giorni enologica chiude lunedì, una giornata con pranzo didattico e confronto con i produttori dedicata agli operatori di settore. Invece gli appuntamenti di Giugno Slow, continuano sino al 7 giugno con i coltivatori, i pescatori e ricche esperienze alla scoperta dell’arcipelago ideate da Simona Gay, responsabile della manifestazione. “La sfida è ripristinare i legami con il territorio, sembra un’utopia come amava dire Petrini. Eppure il cibo è uno dei mezzi più importanti per il legame con il territorio”, le sue parole.
Foto credit Marco Ferrando











