Carrozzerie lucide, motori d’altri tempi e una passione che attraversa oceani. Dal 29 al 31 maggio, la XIX Coppa Gentlemen Sardi porta in Sardegna una carovana di oltre 65 auto d’epoca provenienti da tutto il mondo: dall’Australia all’Ecuador, dalla Gran Bretagna all’Europa continentale.
Nel garage d’onore di questa edizione sfilano nomi che sono capitoli di storia dell’automobile. La Bentley 4,5 Litri Blower del 1929 apre il corteo con il rombo inconfondibile del suo compressore volumetrico — quella sovralimentazione artigianale che a Le Mans trasformava gli ingegneri in eroi. A farle compagnia, la più sobria ma altrettanto aristocratica Bentley 3 Litri Speed Model del 1926, espressione pura di quell’Inghilterra che andava forte senza mai alzare la voce.
L’Italia risponde con due icone assolute: l’Alfa Romeo 8C 2900, scultura rossa degli anni Trenta in cui meccanica e arte si confondono fino a diventare la stessa cosa, e l’Alfa Romeo 412 del 1939, carrozzeria firmata dalla mano più raffinata della produzione italiana di quegli anni – una di quelle automobili che si guardano e si capisce tutto, senza bisogno di spiegazioni.
La Gran Bretagna è però la nazione più rappresentata nel lotto d’eccezione. Tre Jaguar rubano la scena: la E-Type OTS flat floor del 1961 – una delle primissime E-Type mai costruite, quella che Enzo Ferrari definì “la più bella automobile del mondo” alla sua presentazione a Ginevra – vale da sola il viaggio. Accanto a lei, un’altra E-Type OTS del 1962 e la leggendaria XK 120 OTS SE del 1954, l’auto che nel dopoguerra ridefinì il concetto stesso di vettura sportiva di serie, capace di sfiorare i 200 chilometri orari quando il mondo stentava ancora a crederci. A completare la pattuglia britannica, una MG TF 1500 del 1954, una MG A 1600 del 1960 e l’Austin Healey 3000 Mk1 del 1960 – la “Grande Healey”, motore a sei cilindri e carattere impossibile da ignorare, su qualsiasi strada.
Quattrocentotrenta chilometri di percorso, tre giorni, un’isola da attraversare con gli occhi aperti.
La primavera ogliastrina si conferma stagione viva, capace di attrarre un turismo di qualità fuori dai circuiti di massa. Ogni chilometro percorso qui vale di più.





