Dal 12 al 16 giugno Samassi ospiterà la prima edizione del Festival internazionale, organizzata in collaborazione con l’associazione internazionale Città della TerraCruda e con il sostegno dell’amministrazione comunale. Il progetto è stato ideato dal direttore artistico Daniele Mocci, dal bibliotecario e progettista di eventi culturali Guido Carcangiu, dal giornalista Stefano Lamorgese e dal docente universitario Nicola Melis:
«I fondi spesi in cultura sono sempre investiti bene – dichiara la sindaca di Samassi, Beatrice Muscas – e a questo festival destiniamo trentamila euro. Un importo pesante per un Comune come il nostro, ma non avendo ottenuto il finanziamento regionale, su cui contavamo, abbiamo deciso di investire comunque in un progetto che per noi è molto importante. Attraverso la cultura e la conoscenza si educano le persone a non avere timori o remore di fronte alla diversità, alla convivenza, alla solidarietà, all’aiuto reciproco. A Samassi sono presenti ben ventisette nazionalità, un fattore di estrema rilevanza se si vuole parlare di multiculturalità e di geografia umana che cambia. Di tutte queste nuove presenze siamo fieri e orgogliosi. Il festival Policromie si inserisce in questo contesto e ha l’obiettivo di creare spazi di incontro e confronto tra comunità. È uno scambio di culture e linguaggi, di motivazioni generazionali, di equità sociale e di genere».
«Per quanto Policromie sia di fatto un festival letterario, io preferisco pensarlo come un luogo di sosta temporanea e di incontro – spiega il direttore artistico Daniele Mocci -. Uno spazio fisico e mentale in cui diverse persone decidono di fermare il tempo per dialogare guardandosi negli occhi, prima di riprendere il cammino. L’obiettivo è mettere alcune questioni sul tavolo per ragionarci sopra in modo civile e documentato, riducendo a zero gli slogan che alimentano contrapposizioni fasulle e odi reali. Il festival non ha la pretesa di dare soluzioni ma vuole provare a capire, indagando sulle origini dei problemi contemporanei e non speculando sui loro effetti.»
Il Festival si svolgerà in diversi luoghi dell’abitato, valorizzando quelli più confacenti alle serate o più suggestivi e idonei a rappresentare l’anima della comunità.
Antonio Caria










