«Dove il Governo opera tagli e riduce la cultura a leva secondaria, noi rispondiamo declinandola come spazio di produzione, innovazione, emancipazione e profondo motore di trasformazione sociale.»
Si legge così nel documento di posizionamento redatto dagli assessori e assessore alla Cultura delle Regioni Umbria, Emilia-Romagna, Puglia, Sardegna, Toscana e Campania, insieme all’onorevole Matteo Orfini (Commissione Cultura).
Oggi, nella sala stampa della Camera dei deputati, gli esponenti delle Giunte regionali titolari della Cultura hanno illustrato il documento programmatico condiviso, dedicato al futuro delle politiche culturali e dell’impresa creativa.
Il progetto è nato da un percorso di confronto avviato lo scorso anno e arrivato all’incontro del 30 aprile a Perugia, dove le assessore e gli assessori hanno iniziato a costruire una linea politica comune.
L’appuntamento è stato un momento di compattezza politica del centrosinistra, che ha scelto di porre la Cultura al centro dell’agenda pubblica, attraverso una visione strutturata, unitaria e orientata all’innovazione.
L’assessora della Sardegna, Ilaria Portas è intervenuta su “Cultura e Istruzione: la Sardegna resiste, nonostante tutto”.
«Questa iniziativa e questo appuntamento sono una bellissima occasione di confronto che ci permette di analizzare un tema molto dibattuto e a tutte e tutti noi molto caro. Parliamo di “Cultura nonostante tutto” per sintetizzare il tema che ogni giorno, in maniera ostinata, in Sardegna mi trovo a portare avanti – ha detto l’assessora Ilaria Portas -. Bisogna resistere nonostante i continui tagli e attacchi alla Cultura e a tutto ciò che possiamo definire una “professione creativa”. Ci troviamo nell’imbarazzante situazione di dovere dare pari dignità e stabilità a queste lavoratrici e questi lavoratori che ancora oggi si trovano senza una cornice certa di riferimento. Difendere la cultura – e anche il mondo della scuola oggi in Italia è diventato davvero un atto di resistenza quotidiana. La visione del Governo è purtroppo basata sui freddi numeri e sul mero calcolo senza considerare le persone e i territori come carne viva, cervelli in attività, motore concreto dei territori. Ma “nonostante tutto” la Sardegna ha scelto di restare in piedi.»
L’assessora Ilaria Portas ha portato per la Sardegna due esempi su tutti: quando lo Stato ha deciso di svuotare il Fondo Danza e quando ha depotenziato l’ex Fondo Franceschini che permetteva alle biblioteche di rafforzare e implementare il loro patrimonio librario fruibile dal pubblico. «Questi erano strumenti fondamentali per tenere a galla le piccole realtà – ha commentato Ilaria Portas –: la Regione Sardegna è dovuta intervenire con risorse proprie. Quindi dove lo Stato taglia, la Regione investe. Abbiamo recentemente approvato un bando da 30milioni di euro destinato alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio culturale isolano, con due distinte linee di intervento: una dedicata esclusivamente a progetti riguardanti le biblioteche, l’altra rivolta a interventi su musei, aree archeologiche, archivi e complessi monumentali.»
L’Isola dei Cinema e dei Libri. La Regione ha investito in maniera significativa sul cinema in Sardegna. Per il biennio 2025-2026, sono state stanziate risorse significative per consolidare l’isola come set cinematografico internazionale e sostenere la filiera locale. Per il biennio 2025-2026, il finanziamento complessivo stanziato supera i 4,5 milioni di euro, con un forte accento e una forte attenzione sulla parte di formazione accademica e sulla didattica innovativa. In questi anni il settore non solo è cresciuto moltissimo ma ha dimostrato di avere ancora incredibili margini di sviluppo e di sapere attrarre a sé l’interesse delle giovani e dei giovani. Per questa ragione abbiamo pensato che fosse corretto affidare alle Università la formazione, attraverso la ricerca e la didattica e master di primo e secondo livello.
Festival Letterari. La Sardegna vanta una rete culturale davvero ramificata: nel 2025 sono stati censiti e supportati dalla Regione circa 67 festival letterari diffusi tra città e borghi. Questi eventi rappresentano una fetta fondamentale dell’attrattività turistica e della vivacità culturale dell’isola, in particolare per le zone dell’interno. Quest’anno, per dare vita al nuovo bando con tutte le novità che porta in seno, abbiamo dato vita un intenso dialogo con operatori e associazioni, per recepire tutte le istanze e le “necessità più urgenti” del settore.
Patrimonio Unesco dell’isola. Proprio ieri a Olbia, durante la Borsa Internazionale dei Siti Patrimonio Mondiale si è tenuto un dibattito, moderato dal noto divulgatore scientifico Mario Tozzi, sulla valorizzazione sostenibile degli attrattori identitari dell’isola, con un focus speciale sul ruolo strategico che l’educazione e la tutela dei beni culturali rivestono nel creare nuove economie per le giovani generazioni sarde. Nell’occasione l’assessora Portas ha sottolineato il ruolo del Patrimonio UNESCO sardo come motore per un turismo lento, etico e sostenibile, con un focus sulla valorizzazione del patrimonio nuragico e delle Domus de Janas. La Regione ha infatti stanziato oltre 15 milioni di euro per i comuni coinvolti, investendo su digitalizzazione, tutela e formazione per creare un modello di sviluppo sostenibile contro lo spopolamento delle zone interne.
«È questa la Sardegna che portiamo oggi come esempio di un’isola che nonostante i tagli alla cultura, nonostante le minacce costanti sulla scuola, continua a investire sulla sua eredità più grande: le giovani e i giovani. Perché la cultura non è un costo, ma l’unico investimento che produce un infinito reddito di libertà. Dalla Sardegna lanciamo una sfida: smettete di tagliare il futuro. Noi, non lo faremo!», ha concluso l’assessora regionale della Cultura.








