Con l’approvazione definitiva del Piano Casa 2026, il Governo conferma un’impostazione che la Regione Sardegna continua a non condividere. Restano infatti criticità che incidono sulle competenze regionali, sulla pianificazione urbanistica e sulla gestione del patrimonio pubblico.
«Pur prendendo atto delle modifiche introdotte durante l’iter parlamentare, rimangono elementi che comprimono il ruolo delle Regioni e degli enti territoriali nelle scelte che riguardano il governo del territorio – dichiara l’assessore degli Enti locali, Finanze e Urbanistica Francesco Spanedda -. Ci preoccupano i poteri attribuiti alle strutture commissariali, il ridimensionamento della programmazione regionale e il ricorso a fondi e strumenti finanziari nella gestione del patrimonio pubblico. Le trasformazioni urbanistiche devono essere guidate dalla pianificazione e dall’interesse delle comunità, non da procedure straordinarie o da logiche finanziarie. Ancora più grave è l’idea che il patrimonio pubblico possa essere utilizzato come leva per obiettivi definiti altrove. Per la Sardegna quei beni rappresentano una risorsa strategica per lo sviluppo dei territori e devono continuare a produrre valore per le comunità che li esprimono.»










