Apprendiamo con soddisfazione il provvedimento di revoca dell’Autorizzazione Unica rilasciata alla proposta della Tavolara Bay, emanato nottetempo dal Dipartimento per il SUD che gestisce la ZES. È particolarmente rilevante un passaggio: quello in cui si dà atto «del sopraggiunto interesse pubblico prevalente relativo al venire meno del concerto in termini di pianificazione urbanistica, tale da imporre, invece, l’adozione del presente atto in ragione del difetto del presupposto legittimante l’allora emesso provvedimento favorevole,
nonostante l’impatto occupazionale rappresentato dal business plan corredante la proposta avanzata».
Viene ribadita insomma l’interpretazione del progetto come strategico per lo sviluppo del Mezzogiorno, ma, nel bilanciamento degli interessi, assume un peso prevalente la compattezza dei pareri negativi espressi a livello regionale che si è completata col ritiro da parte dell’Amministrazione comunale della propria delibera di indirizzo favorevole alla variante urbanistica da zona di salvaguardia a zona turistica.
La vicenda evidenzia l’importanza di tenere ben saldo l’asse che unisce Regione e Comuni e rafforzare il ruolo dei PUC come strumenti attuatori, alla scala locale, della visione espressa dal PPR.
Questo risultato conferma quanto nella nostra regione sia ormai radicata a tutti i livelli, istituzionali e della società civile, l’idea di paesaggio come risorsa non rinnovabile strategica per lo sviluppo, che può modificarsi nell’interesse collettivo ma deve essere strenuamente difesa quando a trasformarla nelle sue componenti più fragili e di pregio sono gli interessi – economici – di pochi.
Legambiente Sardegna









