La pubblicazione “Vivi Nuoro – Una città da scoprire” – librino informativo di comunità, sostenuto da diverse attività commerciali e sociali cittadine – è distribuito, con regolarità e gratuitamente, attraverso una rete di condivisione che vede in prima linea esercizi del centro e punti vendita di quartiere.
Ormai, da anni, veicola e informa sugli avvenimenti della vita sociale, sportiva e culturale nuorese; particolare attenzione riserva a raccontare la città, con la redazione di puntuali schede relative a personaggi e personalità che contribuiscono in visibilità, crescita e qualità, al “vivere” cittadino.
Recentemente “Vivi Nuoro” ha omaggiato anche la figura della decana e regina dell’arte Rosetta Murru, originaria di Sassari ma nuorese d’adozione. E proprio cogliendo quell’attenzione e occasione abbiamo invitato l’artista, restia a rilasciare interviste dirette, a narrare la personalissima scelta di vivere e considerare Nuoro come città di adozione e dell’anima.
Scavando tra le motivazioni più profonde, rivela di un “istintivo” senso di appartenenza e affinità elettiva ai valori e alla rete sociale barbaricina, in cui si riconosce intimamente. Una comunità e città in grado di offrire una speciale ed unica qualità di vita, opportunità professionali-creative e determinanti significativi duraturi rapporti interpersonali; dimensione di elementi che, per la Murru, hanno favorito e stimolato la crescita individuale e la condivisione della pratica attiva ed impegno nel tessuto sociale di umanità solidale (AVIS, Croce Rossa, FIDAPA, Sesta Opera, etc.).
È una scelta d’amore e di “luce”, quella dell’artista per l’Atene sarda, che viene da lontano e così la racconta: «Il ricordo mi emoziona sempre tantissimo. Dopo il ciclo di studi all’Istituto Artistico di Sassari, con i grandi Maestri del Novecento (Figari, Dessì, Tavolara, Mossa, Silecchia, Tilocca e i carismatici innovatori avanguardisti Aldo Contini e Mauro Manca), ero stata chiamata immediatamente all’insegnamento, in virtù degli ottimi risultati raggiunti durante il percorso scolastico. Il 1969, dunque, insegnavo già da sei anni nella mia città e nell’istituto che mi aveva formata da docente e artista, quando arrivò un inatteso invito per uno stage ed evento inaugurale di tre giorni, richiesto e voluto fortemente dal mecenate e luminare medico bolotanese Bachisio Latte (1922-2022) e dal regista e documentarista antropologo Fiorenzo Serra (1921-2005), da tenersi nel “nascente” Istituto d’Arte Giovanni Ciusa Romagna a Nuoro».
La precisa e puntuale narrazione di Rosetta Murru, prosegue con entusiasmo: «Arrivo con tre colleghi. L’Istituto era allora sprovvisto di tutto – aveva solo l’acqua nei rubinetti! – e ci si organizzò prioritariamente all’acquisto di matite, carta e colori. Gli iscritti/e all’artistico erano per lo più adulti e provenienti da famiglie che non avevano potuto assecondare la scelta scolastica dei figli in sedi lontane da Nuoro, quali erano Sassari, Oristano o Cagliari. Intanto, i promotori dell’incontro avanzavano la proposta di coinvolgermi nel progetto di qualificare la scuola nuorese con l’apporto di giovani insegnanti ma di matura esperienza. Per me significava dover operare una scelta di vita radicale e di consapevole profonda trasformazione nel costruire una nuova quotidianità. A farmi decidere, malgrado le sensate motivazioni dei colleghi e il forte legame alla mia città turritana, fu la luce negli occhi delle ragazze e ragazzi nuoresi. Mi apparvero come un’autentica presa di coscienza e subito speranzosi e innamorati di un possibile futuro nel coltivo dell’arte. E a tutto ciò, avevo il dovere di contribuire».
Valutazioni e scelte di cui è felicissima di aver fatto e «coronate da anni meravigliosamente intensi d’insegnamento e di soddisfacente vita a Nuoro. Non cambierei per nessun altro luogo al mondo! Qui, ho lavorato con i giovani e trasmesso arte. Vedo costantemente il frutto del mio lavoro e coltivo l’orgoglio di aver cresciuto generazioni di artisti nuoresi – li seguo tuttora costantemente con affetto e attenzione – che rappresentano l’Isola nel mondo, con doni di originale creatività e nell’identità della radice formativa. Credo di aver favorito anche una valoriale crescita dell’Istituto, con l’inserimento di qualificati docenti locali che maturavano in studi e arte all’interno del plesso e nel territorio».
La testimonianza di Rosetta Murru è una determinata e autentica dichiarazione d’amore per la città di adozione, sentimento dimostrato negli anni con concrete azioni di appartenenza, di impegno civico-culturale e partecipazione attiva alla vita di Nuoro e del territorio.
Naturalmente la nostra artista “nugorésa” non ha tirato i remi in barca e rimane un prezioso punto di riferimento per i suoi numerosi ex alunni, continuando a creare e sperimentare l’arte con fresca e giovanile curiosità.
Attualmente è impegnata nella preparazione di una collettiva a tre, da tenersi a breve, in una importante e prestigiosa sede espositiva di Cagliari.
Cristoforo Puddu














