A Giovanna Grillo va il ringraziamento di tutte le comunità aderenti al Ceas per il lavoro svolto con competenza, passione e determinazione. Durante la sua presidenza, il Coordinamento ha affrontato numerose sfide, conseguendo importanti risultati, tra i quali il significativo confronto con la Regione Sardegna sul riconoscimento e l’adeguamento delle tariffe destinate alle comunità terapeutiche, contribuendo al rafforzamento del sistema regionale dei servizi dedicati alle dipendenze.
Fra Stefano Paolo Gennari, 40 anni, originario di Pesaro, da diversi anni opera in Sardegna accanto a padre Salvatore Morittu, fondatore dell’Associazione Mondo X-Sardegna, realtà che nel 1980 diede vita, presso il convento di San Mauro a Cagliari, alla prima comunità terapeutica dell’Isola. In questi anni sta affiancando padre Morittu, maturando così una solida esperienza nel settore delle dipendenze.
Contestualmente, il Consiglio direttivo ha provveduto al rinnovo dell’Ufficio di presidenza, nominando vicepresidente Graziamaria Ledda, del Centro di accoglienza “Don Vito Sguotti” di Carbonia, e come consiglieri: Biagio Sciortino, recentemente nominato presidente della cooperativa sociale Casa Emmaus di Iglesias e figura di riferimento a livello nazionale nel settore delle dipendenze con l’incarico di presidente dell’Intercear; don Andrea Raffatellu, presidente della Comunità Arcobaleno di Olbia; e Pierangelo Puppo, responsabile della Comunità Dianova di Ortacesus. Gli altri membri del Coordinamento sono: don Angelo Pittau, presidente dell’Associazione Madonna del Rosario; don Chino Pezzoli, presidente della Comunità la Crucca; e don Carlo Follesa, presidente dell’Associazione Aquilone.
Il nuovo presidente ha espresso gratitudine per la fiducia ricevuta e indicato le priorità del nuovo mandato: «Il Ceas rappresenta una rete fondamentale per il sistema dei servizi dedicati alle dipendenze in Sardegna – sottolinea fra Stefano Paolo Gennari -. Desideriamo proseguire il lavoro svolto finora, rafforzando il dialogo con le istituzioni regionali e con tutti gli attori coinvolti nella presa in carico delle persone. Vogliamo dare nuovo impulso al Coordinamento anche attraverso un rinnovamento generazionale, valorizzando l’esperienza maturata in questi anni e affrontando con competenza le nuove sfide che il fenomeno delle dipendenze ci pone davanti. Continuerà il ruolo del Coordinamento come interlocutore qualificato delle istituzioni e della società civile, promuovendo una maggiore conoscenza del fenomeno delle dipendenze e del prezioso lavoro svolto quotidianamente dalle comunità terapeutiche. In un contesto sociale in continua evoluzione, caratterizzato dalla rapida trasformazione dei comportamenti di consumo e dalla comparsa di nuove forme di dipendenza, il Ceas intende rafforzare il lavoro di rete tra le comunità terapeutiche della Sardegna, promuovere una cultura della prevenzione e della cura sempre più qualificata e contribuire alla costruzione di risposte efficaci, innovative e condivise a favore delle persone e delle loro famiglie».











