L’arte come strumento per raccontare la natura, per diffondere le buone pratiche per salvaguardare l’ambiente e preservare il territorio e tutte le specie che lo popolano. È l’obiettivo che si sono prefissate l‘Accademia d’Arte di Cagliari e la Cooperativa Sant’Elia 2003 che hanno avviato una stretta collaborazione con le principali realtà scientifiche e ambientali del territorio: il CNR di Oristano (Istituto per lo Studio degli Impatti Antropici e Sostenibilità in ambiente marino), il CReS (Centro di Recupero del Sinis), la Rete Regionale per il Recupero della Fauna Marina Protetta dell’Assessorato all’Ambiente della Regione Sardegna e il Ceas di Nora. Da questa sinergia nasceranno una serie di iniziative di carattere scientifico-culturale. Prima fra tutte una mostra che si terrà al Lazzaretto di Cagliari e che vedrà coinvolti studenti e docenti dell’Accademia d’Arte, ricercatori ed esperti di Cnr, CReS, Rete regionale e Ceas.
«La nostra idea – spiega Stefano Obino, direttore dell’Accademia d’Arte di Cagliari – è quella di creare un ponte tra il rigore della ricerca scientifica e l’impatto emotivo dei linguaggi artistici contemporanei, proponendo al pubblico un percorso interdisciplinare in cui i dati e i casi di studio sulla fauna marina si trasformano in un’esperienza visiva e narrativa più accessibile a tutti.»
L’arte al servizio della scienza e delle persone. Per questa ragione gli studenti e gli insegnanti dell’Accademia d’Arte hanno già fatto una prima visita al CNR-CReS di Oristano per osservare da vicino il lavoro dei ricercatori, vedere come si prendono cura, ad esempio, delle tartarughe marine soccorse in Sardegna: alcune di queste rimangono nel centro di recupero per alcuni mesi in modo da poter riprendere il mare nelle migliori condizioni di salute possibile.
«Per noi che facciamo ricerca è fondamentale dialogare con la cittadinanza riferendo i risultati della scienza e della ricerca sul campo – evidenzia Andrea De Lucia del CNR-CReS di Oristano – questo esempio di comunicazione integrata tra ricercatori e artisti renderà il nostro lavoro ancora più interessante e fruibile. I ragazzi venuti al Cres hanno cominciato a raccogliere spunti importanti e abbozzato le prime opere.»
Il lavoro si tradurrà nell’esposizione all’interno della Sala Archi. «La mostra si articolerà attraverso un dialogo tra arte figurativa e risorse multimediali – spiega Stefano Obino -. Gli studenti dell’Accademia d’Arte realizzeranno illustrazioni e tavole dedicate alle specie marine protette e al loro habitat, affiancate da installazioni visive e contributi video curati in stretta collaborazione con i ricercatori. Il lavoro di preparazione durerà circa un anno.»
Ma non solo: sarà anche realizzato e presentato un libro a fumetti inedito, incentrato sull’attività del CReS del Sinis. «Abbiamo deciso di concepirlo come uno strumento di alfabetizzazione ecologica – conclude il direttore dell’Accademia – per raccontare, con la forza della graphic novel, il lavoro quotidiano di chi si occupa del recupero degli animali marini in difficoltà».











