«Profonda comprensione degli umani problemi». Nelle parole con cui l’Accademia di Svezia accompagnò il Premio Nobel per la Letteratura si può ancora cercare Grazia Deledda: nella sua capacità di raccontare una terra e, attraverso quella terra, interrogare passioni, colpe, desideri e conflitti che appartengono a ogni tempo.
A cent’anni dal riconoscimento assegnato nel 1926, Letture in…Chiostro dedica alla scrittrice nuorese l’incontro “Grazia Deledda. Un Nobel da scoprire”, in programma martedì 22 settembre alle ore 19.00 nel Chiostro dell’Ex Convento dei Cappuccini di Villasor.
A guidare il pubblico dentro la sua opera sarà il professor Dino Manca, al quale è affidata una conferenza pensata per restituire la complessità e la sorprendente modernità dell’unica scrittrice italiana insignita del Premio Nobel per la Letteratura.
Il centenario diventa così il punto di partenza di una rilettura. Oltre le immagini più consuete, torna la voce di un’autrice profondamente legata alla Sardegna e capace, proprio a partire da quell’appartenenza, di parlare al mondo. I paesaggi dell’Isola, le comunità, i vincoli familiari e sociali si trasformano nelle sue pagine in luoghi dell’animo, attraversati dal destino e dalla libertà, dalla colpa e dal desiderio, dalla tensione fra ciò che si eredita e ciò che si prova a cambiare.
«L’idea di dedicare un convegno a Grazia Deledda nasce dal desiderio di riportare la comunità dentro le pagine di una scrittrice che, a cent’anni dal Nobel, continua a parlare al nostro tempo. Abbiamo voluto affidare questo percorso al professor Dino Manca, uno dei più autorevoli studiosi della figura e dell’opera deleddiana, per offrire al pubblico un’occasione autentica di conoscenza e approfondimento», dichiara Francesca Zorco assessora della Cultura del comune di Villasor.
Nella scrittura di Deledda la terra conserva memoria, osserva le vite dei personaggi e ne accompagna le scelte. Le storie affondano le radici in una geografia riconoscibile, ma raggiungono domande che superano ogni confine: quanto pesa ciò che riceviamo? Quanto spazio rimane per scegliere? E quale parte di noi continua ad appartenere ai luoghi dai quali proveniamo?
«Abbiamo accolto con convinzione la proposta dell’assessora, riconoscendone subito il valore nell’anno del centenario. Il nostro lavoro è stato quello di trasformarla in un incontro capace di restituire la complessità e la modernità di Grazia Deledda, attraverso il contributo scientifico del professor Dino Manca», dichiara Giuditta Sireus direttrice artistica del Club di Jane Austen Sardegna.
Attraverso il percorso proposto dal professor Dino Manca, l’incontro tornerà alle pagine e alla vicenda letteraria di Grazia Deledda per misurarne la forza nel presente. Perché un anniversario può celebrare una conquista, ma può anche riaprire un libro e restituirgli la sua voce.











