Il mondo cantautorale sardo ha un nuovo protagonista. È Daniele Gala, olbiese con origini di Ozieri e Monti, risultato vincitore a Telti, categoria adulti, nell’edizione 2026 del premio canoro “Vittorio Inzaina”.
L’esordio da solista, nel 2024 con il singolo “Carrera” e dopo una lunga fruttuosa esperienza con la band degli Estemporanea, caratterizza già un percorso musicale distintivo che alimenta con scelte di linguaggio e di radice, evidenziando così una personalità artistica matura nel proporre musiche e testi emozionali di autenticità valoriale e sociale.
La poetica di Daniele Gala si eleva nei fondamentali segni etnici-identiari, in cui gli elementi testuali fondono trame di bilinguismo (sardo logudorese e italiano) e ricchezza di metafore per sviluppare legami umani e ambientali di universalità.
Una narrazione d’impegno che prosegue, già sviluppata in diverse canzoni pubblicate e rivolte come messaggio di umanità ed attenzione alle giovani generazioni e all’identità sarda.
Il nuovo album “ Sinnos”, in limba sarda logudorese e incentrato su un percorso che sviluppa il senso di sardità nella ricchezza di memorie e idealità di libertà, verrà ufficialmente presentato venerdì 16 ottobre a Berchidda.
L’appuntamento promosso da Insulae Lab e con il sostegno di Paolo Fresu, si terrà negli spazi di “Sa Casara”, nella sala interna della sede del Time in Jazz; all’evento promozionale partecipano le tante figure che hanno contribuito e accompagnato il progetto artistico di Daniele Gala e le significative presenze di Giovanni Carroni, attore e regista, la cantautrice SOLOSOPHIA (Sophia Murgia) e il maestro Gabriele Barria, direttore artistico dell’associazione “Sardegna Lirica”.
“Sinnos” non è soltanto il titolo del CD, ma vitale prospettica chiave di lettura in cui il cantautore sardo rivolge uno sguardo al presente per donare “piccoli spiragli di luce”. Sinnos sono i palpabili segni della limba, di tradizioni, di scelte personali e sociali, di incontri e luoghi: un musicale atlante intimo e collettivo di possibilità per una Sardegna “terra viva” e protagonista delle trasformazioni in atto.
«Viviamo in un mondo sempre più assopito da stimoli estranei alla vera natura dell’essere umano – sottolinea Daniele Gala – quella di emozionarsi, ascoltare, essere empatici e consapevoli della grande fortuna di cui possiamo disporre, la libertà.»
Per Daniele Gala, come testimoniato anche dai lavori precedenti, la lingua è un fattore decisivo. Cantare in limba diventa infatti “un atto di resistenza e di consapevolezza”; significa custodire un’identità senza chiuderla, riconoscere il valore di una lingua e di una cultura per poterle mettere in relazione con il resto del mondo. La parola diventa così protagonista della musica. E i sinnos diventano tracce da seguire: dal risveglio del mattino fino alla notte, dalla terra alle persone, dalla memoria alla possibilità di immaginare il futuro.
A ispirare prevalentemente il lavoro di Daniele Gala è stato lo spettacolo Sos Sinnos della Compagnia Bocheteatro, tratto dal romanzo dell’antropologo Michelangelo Pira, oltre agli stimoli-incoraggiamenti del musicista Marino De Rosas e la ricerca nel presente “delle tracce di ciò che continua a vivere sotto la superficie” identitaria dell’;Isola.
Il CD contiene la reinterpretazione di “Che fozza in su & entu”, omaggio all’artista Francesco Pilu (fondatore nel 1978 dello storico gruppo musicale sardo dei Cordas et Cannas, scomparso prematuramente il 28 dicembre 2022) con un contributo e “soffio musicale” di Paolo Fresu.
Il lavoro cantautorale di Daniele Gala vive, e scrive in testi e musica, una mappa di segni che richiamano a radici e futuro; un manifesto di resistenza culturale che, attraverso la memoria storica, alimenta la visione del mondo contemporaneo e del domani sardo con definiti segni-simboli di appartenenza.
Cristoforo Puddu










