Brutte notizie per gli agricoltori attivi nei territori serviti dall’invaso di Maccheronis, in territorio di Torpè. Sono in arrivo le restrizioni per l’irrigazione dei campi da parte della Regione. Oggi la presa d’atto del Consiglio d’amministrazione del Consorzio di Bonifica della Sardegna Centrale
«A causa del perdurare del periodo siccitoso e del ridotto volume idrico attualmente disponibile presso l’invaso multisettoriale di Maccheronis, sul fiume Posada, l’Agenzia del Distretto Idrografico della Sardegna (Adis), con nota n. 11165 del 23 settembre 2026, ha invitato il Consorzio di Bonifica della Sardegna Centrale, in qualità di gestore delle reti irrigue e di adduzione, ad adottare le necessarie misure di restrizione dell’utilizzo della risorsa idrica – è stato detto durante il consiglio di amministrazione convocato dal presidente Ambrogio Guiso -. Preso atto che, alla data odierna, il volume idrico presente nell’invaso è inferiore a 2,2 milioni di metri cubi, corrispondenti a circa il 10% del volume invasabile, si rende necessario procedere, con effetto immediato, all’interruzione della distribuzione dell’acqua per usi irrigui al fine di salvaguardare gli usi civili potabili e assimilati: alimentari e igienico-sanitari, e quelli destinati all’abbeveraggio del bestiame. Inoltre per il comparto agricolo, dietro motivata richiesta, potranno essere rilasciate deroghe per serre, vivai e frutteti specializzati. Le relative autorizzazioni saranno valutate dal Consorzio di Bonifica in relazione alle disponibilità effettive della risorsa e alle priorità individuate nell’attuale fase di criticità.» E ancora: «Contestualmente alle misure di razionalizzazione, il Consorzio di Bonifica, sempre su richiesta dell’Adis, sta predisponendo le attività necessarie per l’attivazione, come già successo in occasione delle precedenti emergenze, di un sistema di sollevamento idrico provvisionale dal fiume Posada, finalizzato alla alimentazione del potabilizzatore comunale di Torpè, a breve non più raggiungibile a gravità dall’invaso di Maccheronis. I tempi tecnici attualmente stimati per l’installazione e la messa in esercizio del sistema sono di circa dieci giorni, compatibilmente con le condizioni operative e con le attività necessarie alla realizzazione dell’intervento. Il Consorzio di Bonifica evidenzia che, qualora dovessero permanere le attuali condizioni di disponibilità idrica o dovesse verificarsi un ulteriore peggioramento, sarà necessario procedere con misure di restrizione più gravose, fino alla chiusura totale delle reti di distribuzione irrigua al fine di salvaguardare la risorsa residua per i prioritari usi civili e l’abbeveraggio del bestiame. Si invitano le Amministrazioni comunali interessate ad adottare i provvedimenti di propria competenza finalizzati a promuovere il massimo contenimento dei consumi e a vietare gli utilizzi non essenziali della risorsa idrica».
Per Ambrogio Guiso e il gruppo in consiglio di amministrazione del Consorzio «continua a rimanere primaria la necessità di un nuovo invaso perché, la diga di Maccheronis soddisfa un bisogno annuale. Non possiamo continuare a sperare nelle piogge, ma serve una programmazione seria tenendo conto dell’aumentato carico demografico e turistico e dei cambiamenti climatici. Continuiamo a ribadire l’importanza di un nuovo invaso, e la soluzione della diga di Abba Luchente ci sembra quella più immediata e fattibile».
Antonio Caria










