I medici lasciano gli ospedali sardi. E non soltanto per andare in pensione. Nel 2024, 221 dirigenti medici si sono dimessi dal Servizio sanitario pubblico, pari al 5,5% di quelli in servizio: la percentuale più alta d’Italia.
È il dato più allarmante della “Radiografia della Sanità Pubblica 2015-2025” del Centro Studi Anaao Assomed. In dieci anni la Sardegna ha perso 298 dirigenti medici: erano 4.291 nel 2015, sono diventati 3.993 nel 2024, con una riduzione del 6,9%. Ma è l’aumento delle dimissioni volontarie a fotografare la crisi. Nel 2015 lasciavano il servizio 102 medici, il 2,4% del totale.
Nel 2024 sono più che raddoppiati: 221, pari al 5,5%. E il 2025, seppure con dati ancora provvisori, conferma il problema: 150 dimissioni volontarie contro appena 45 pensionamenti. Più di tre medici si dimettono per ogni medico che va in pensione.
«Non siamo più davanti soltanto a un problema di carenza di personale. Siamo davanti a un sistema che non riesce a trattenere i medici in servizio – denuncia Anaao Assomed -. Continuare ad assumere senza intervenire sulle ragioni che spingono i professionisti ad andarsene significa riempire un contenitore che continua a svuotarsi.»
Anche le assunzioni mostrano una frenata: dopo il picco di 463 contratti a tempo indeterminato nel 2023, si è scesi a 379 nel 2024 e a 221 nel 2025, dato quest’ultimo ancora provvisorio.
«Carichi di lavoro, retribuzioni, sicurezza, prospettive di carriera e conciliazione tra vita e lavoro non possono più essere ignorati. In Sardegna si aggiungono l’insularità e una rete viaria problematica, che rende ancora più isolati gli ospedali periferici. Questi presidi, a causa di gravi carenze negli organici, si vedono costretti a chiudere i reparti, sovraccaricando i Pronto Soccorso e i reparti degli ospedali di Cagliari e Sassari, chiamati ad accogliere i pazienti che non trovano risposte nel territorio.Se non si trova una soluzione efficace, la fuga dei medici continuerà: non soltanto dalle strutture periferiche ma anche dagli ospedali metropolitani dove i professionisti, nonostante la mole e la complessità del lavoro, lamentano difficoltà nella progressione di carriera e stipendi inferiori rispetto ai colleghi delle sedi disagiate.»
Anaao Assomed chiede interventi strutturali: superamento del tetto di spesa per il personale, retribuzioni più competitive, maggiore sicurezza negli ospedali, tutela dei riposi e della genitorialità, incentivi economici e di carriera nelle sedi disagiate e un Osservatorio nazionale sulle dimissioni.
«298 medici in meno in dieci anni e 221 dimissioni in un solo anno non sono statistiche da archiviare. Sono posti lasciati vuoti negli ospedali, turni che pesano su chi resta e servizi che diventano più fragili o chiudono. La Sardegna non può permettersi di continuare a perdere medici. Bisogna cambiare rotta adesso per salvare quello che resta del SSR.»








