Prima il nuoto, poi l’arrampicata sportiva. Quindi, infine, adesso, il kitefoil e la tavola olimpica della Formula Kite. Senza disdegnare, nel tempo libero, parapendio, padel, sci e ciclismo, su strada e fuoristrada. E’ una sportiva a tutto tondo Tiana Laporte, 30 anni, la freccia principale della Nazionale in campo femminile in prospettiva Los Angeles 2028. Da gennaio, ai 2027 World Sailing Championships, c’è un pass olimpico da ‘prenotare’ e Quartu Sant’Elena, sede del Sardinia Grand Slam in corso fino a domenica 11 ottobre, sarà la sua “palestra” di mare e vento nei mesi autunnali: “Saremo qui anche a novembre e dicembre, in vista del Mondiale: c’è una Los Angeles 2028 da conquistare“.
Nata a Madrid, dna francese e italiano, Laporte vive a Neuchâtel, in Svizzera, dove si occupa di marketing e contabilità nell’azienda di parapendio del fidanzato. «Lì mi alleno sui laghi di Bienne e Neuchâtel – racconta – ma d’inverno dedico grande attenzione al potenziamento fisico: due-tre ore di palestra con il mio preparatore per quattro-cinque volte a settimana, più una o due sessioni di bici.»
Il kiteboarding l’ha scoperto a 12 anni, al Chia Wind, con Mirco Babini. Sei anni fa un passaggio importante: “Ho iniziato a dedicarmi al kitefoil, mi piace di più. Sto provando a crescere“. Al Sardinia Grand Slam ormai è una habitué. Per lei, quest’anno, una positiva prima giornata con brezza leggera e poi proficui test con il maestrale: “Nel secondo giorno c’è stato un maestrale molto oscillante, è stata dura, ma senz’altro rappresenta un buon allenamento in vista di gennaio e delle qualificazioni per le Olimpiadi“.
Nel terzo pomeriggio del Sardinia Grand Slam, accompagnato da un vento instabile di maestrale che nel finale è salito oltre i 19 nodi, a fare la parte del leone è stato il ceco Vojtech Koska. Per lui tre successi parziali e uno “mancato” per partenza anticipata. Dietro di lui resta solido Riccardo Pianosi – una vittoria e due secondi posti, più un sesto scartato – che conserva la leadership della generale dopo 12 regate con una lunghezza su Koska.
«Per me è stata una giornata molto positiva. È la prima volta che riesco a conquistare tutti i bullet della giornata. Solo in una partenza ero oltre la linea (R10 / UFD, ndr) – spiega Vojtech Kosk – quindi quella prova non è andata come speravo. Ma sono molto contento della mia prestazione. In queste giornate è fondamentale è essere veloci e partire bene, perché è proprio lì che si fa la differenza. Conta molto anche il vento e la scelta del lato del campo di regata, se andare a sinistra o a destra.»
In campo femminile due vittorie di regata a testa per la leader Lauriane Nolot, campionessa del mondo e d’Europa nonché argento a Parigi 2024, e per l’elvetica Elena Lengwiler, ora quinta nella classifica di Opening Series. Maya Ashkenazi fa meglio di Lily Young e la sopravanza in terza posizione. Sesta Tiana Laporte, mentre ‘Maddi’ Spanu prosegue il rodaggio nel kite e porta a casa due settimi posti parziali.
“Le condizioni erano di nuovo piuttosto impegnative – racconta Elena Lengwiler – con vento forte. Penso di essere riuscita a concentrarmi sugli aspetti su cui sto lavorando e a gestirli bene. Quindi per me è stata una buona giornata, positiva soprattutto per il lavoro svolto e i progressi nella prestazione». E la svizzera è convinta di non aver ancora dato il 100 per cento: «Credo di aver interpretato abbastanza bene i salti di vento, ma ci sono ancora margini di miglioramento. È uno degli aspetti su cui sto lavorando».










