I primi riferimenti documentati e descrittivi dell’antica chiesa parrocchiale di San Gavino martire a Illorai – demolita nel 1967 – risultano dal Registrum visitationis e in relazione alla visita pastorale datata 27 maggio 1539. La costruzione si presume fosse sorta su una chiesa originariamente dedicata allo stesso santo martire turritano, tesi avvalorata in documenti d’archivio del 1341. La storica chiesa, conosciuta da innumerevoli generazioni di illoraesi e di grande valore artistico, vive idealmente nella memoria e nella sensibilità degli anziani locali che ancora collegano nostalgici ricordi, religiosità e legami indissolubili.
Sullo stesso storico perimetro ed area è stata ricostruita l’attuale nuova chiesa di San Gavino martire, cui ricorre e si celebra il cinquantenario della consacrazione. L’;opera, ideata antisismica, realizzata in cemento e mattoni, come il campanile, dall’impresa Antonino Mereu di Gavoi e la direzione del progettista ing. Vincenzo Garau era stata edificata con il determinante contributo finanziario del ministero dei Lavori pubblici e l’attivo costante impegno del parroco don Raffaele Garau. I lavori strutturali, iniziati nel 1969, si conclusero nel novembre del 1972. La consacrazione avvenne il 23 ottobre 1976 con la celebrazione e benedizione di monsignor Paolo Carta, amministratore apostolico della diocesi di Ozieri.
Per la descrizione della nuova chiesa si fa riferimento al volume “Uno sguardo al passato – Storia di Illorai” (Edizione Torchietto, Ozieri, 2021) di Gavino Leone: «La costruzione moderna si presenta spaziosa e slanciata con il tetto a capanna ed un ampio presbiterio. Tre vetrate a dallas nella facciata riversano vari colori di luce all’interno, mentre il presbiterio prende luce da altre due vetrate raffiguranti San Gavino, il titolare della chiesa, e San Nicola da Tolentino, compatrono. Altra luce viene riflessa dal grande mosaico del presbiterio, ampio 50 mq., raffigurante degli angeli in adorazione del Crocifisso. Anche i quadri della Via Crucis sono in mosaico. Il presbiterio è arricchito da una grande mensa marmorea, da un prezioso tabernacolo in bronzo, da una vasca battesimale e dall’ambone, anch’essi di marmo bianco. La sede del sacerdote e i sedili dei ministranti, come anche la cornice del mosaico, sono in legno intagliato, opera dell’artista Mario Era. Sue sono anche le porte laterali e la bussola intagliate. Il portone principale, invece, è in bronzo con 8 pannelli decorativi. Ai lati dell’abside sono ricavati gli ambienti per la sacristia e per l’ufficio parrocchiale. Tutto l’arredamento della chiesa, dalle vetrate ai banchi, dalle componenti del presbiterio ai calici e paramenti, è stato donato dalle famiglie d’Illorai, con ammirevole generosità, segno di attaccamento alla propria chiesa parrocchiale».
L’evento vissuto dalla popolazione di Illorai nell’ottobre del 1976, con la benedizione della nuova chiesa parrocchiale, impone una riflessione sul dono che rappresenta per ogni cristiano. La dedicazione-consacrazione è segno e vivo simbolo di ogni essere consacrato a Dio, attraverso i sacramenti, per essere “tempio dello spirito Santo”.
La nascita di un luogo di culto non è solo progettazione urbanistica, ma visibile preziosa esperienza di formazione e crescita della comunità; la chiesa – tempio del culto – simboleggia valori e identità, fraternità sociale e vita di quotidianità, nella considerazione che dentro la chiesa si realizza e costruisce la storia dell’uomo con senso vero e completo.
E la “nostra” chiesa, che invita al dialogo tra umanità e il Suo Creatore, è riferimento nella ricerca dei segni del tempo e verso una dimensione attuale del vivere il sacro e il trascendente. La parrocchia, cuore pulsante del tessuto sociale e spirituale, è alimento per il ruolo di comunità che si va a costruire per lo sviluppo e crescita della storia collettiva di relazioni, di solidarietà e di memorie condivise; si costruiscono storie nel coltivo di tradizioni e feste patronali, nei riti di passaggio gioiosi, ma anche nel conforto e condivisione di sofferenze e dolori.
La “civitas humana” si è rifondata e rinata in “civitas christiana” con la ricostruzione della parrocchiale che ricorda, sempre e ad ogni abitante di Illorai, il destino e il percorso da seguire per raggiungere i valorosi e veri obiettivi esistenziali, gli unici per i quali valga la pena di vivere, lottare e soffrire nell’attingere e praticare il messaggio radicato nel Vangelo.
Il programma religioso e civile, sviluppato dalla Parrocchia di San Gavino martire, Amministrazione Municipale, associazioni locali e comitato San Gavino 2026, prevede tre giornate celebrative.
Cristoforo Puddu













