Dopo il successo del 2025, tre domeniche tra Villanovafranca, San Gavino Monreale e Turri per sostenere i produttori, valorizzare le economie locali e promuovere il turismo autunnale.
Una produzione d’eccellenza, tre comunità e un progetto condiviso che mette in relazione agricoltura, cultura e sviluppo locale. Il Festival Le Strade dello Zafferano di Sardegna DOP 2026 torna domenica 8 novembre a Villanovafranca, domenica 15 novembre a San Gavino Monreale e domenica 22 novembre a Turri, confermandosi un appuntamento di grande rilievo per la valorizzazione dell’oro rosso e dei territori che ne custodiscono la coltivazione.
La manifestazione riparte dal grande successo dell’edizione 2025, che ha coinvolto San Gavino Monreale, Turri e Villanovafranca in un percorso condiviso tra campi in fiore, cultura, tradizioni ed enogastronomia. La partecipazione del pubblico alle visite, ai laboratori, alle degustazioni e agli appuntamenti culturali ha confermato la capacità del festival di attrarre visitatori e valorizzare le risorse dei tre comuni. Un risultato che rafforza il ruolo della manifestazione come occasione di promozione per i produttori e le attività locali, dimostrando il valore della collaborazione tra le comunità dello zafferano.
È su questo legame tra partecipazione, lavoro e identità che si costruisce il valore del festival. Per San Gavino Monreale, Turri e Villanovafranca, lo zafferano rappresenta un patrimonio produttivo distintivo: i tre comuni costituiscono l’intera area di produzione dello Zafferano di Sardegna DOP, denominazione riconosciuta a livello europeo nel 2009. Un legame con l’origine che offre al territorio uno strumento importante per promuovere insieme qualità agricola, paesaggio e cultura locale.
Il valore dell’oro rosso si comprende anche attraverso i numeri della sua lavorazione: per ottenere un chilogrammo di zafferano essiccato occorrono indicativamente 150.000–200.000 fiori. Una quantità che aiuta a cogliere quanto lavoro sia racchiuso in pochi grammi di prodotto e quanto siano importanti la raccolta, la mondatura e l’essiccazione. Dietro la spezia ci sono tempi precisi, cura e competenze che il festival permette di conoscere attraverso l’incontro diretto con chi la produce.











