Una giornata alla scoperta della vita rurale di una volta, tra escursioni negli uliveti, visite al frantoio comunale, spuntini tradizionali e itinerari immersivi dedicati alla poesia e all’approfondimento culturale. Domenica 8 novembre riprendono gli appuntamenti con Festa Mobile. L’arte dell’abitare in viaggio. Il progetto firmato Carovana SMI, che propone un nuovo modello di valorizzazione del territorio, dopo i primi appuntamenti a Cagliari con “Mare di danza” e a Tempio Pausania con “Danzare i paesaggi”, ritorna per il secondo anno ad Ardauli. Con un evento dal titolo “Le vie degli ulivi e dell’olio nelle aree interne” il territorio dell’oristanese offrirà un’esperienza immersiva nel suo cuore pulsante fatto di tradizioni, storie e saperi locali.
La giornata si aprirà alle 9.00 nel frantoio oleario comunale (Zona industriale) dove sarà possibile sperimentare i diversi passaggi legati alla produzione dell’olio extravergine di oliva. Da lì ci si sposterà nell’Uliveto di Sant’Antonio, per un itinerario guidato da Rossano Pazzagli, storico territorialista dell’Università del Molise (in collaborazione con la Società dei territorialisti/e). Ad arricchire questo percorso saranno gli interventi del geografo Fabio Parascandolo (Università di Cagliari) dedicati a valorizzare nuovi itinerari ambientali caratteristici del paese, in stretta connessione con il suo progetto “Abitare la terra nel XXI secolo”. A fine mattinata spazio alla convivialità con A tavola con il mondo: si potrà degustare s’arreccatu, lo spuntino della tradizione ardaulese consumato durante i lavori in campagna.
Il programma ripartirà nel pomeriggio, alle 15,30, con il recital poetico-musicale Così il saggio dimori nel mondo, un itinerario tra testi e canti, popolari e autoriali, capaci di rimandare a particolari elementi dell’ambiente e dell’umanità della Sardegna. Una produzione Il Crogiuolo che vede in scena Gisella Vacca, Rita Atzeri e Marco Atzori. Chiusura alle 17.00 con la proiezione del documentario Arbor populi o L’albero del popolo, scritto e diretto da Monica Perozzi, alias Edda Gaber, con la fotografia di Pierluca Zanda, che testimonia lo spopolamento nelle zone interne d’Italia.
La giornata è realizzata in collaborazione con: Comune di Ardauli, Chorà Società Cooperativa Sociale, Consulta dei Giovani, Associazione Gruppo Giovanile Ardaulese / S’Intibidu.










