«Il Patto di Buggerru, sottoscritto con la presidente Todde insieme a CGIL e UIL, rappresenta una scelta importante alla quale abbiamo lavorato con convinzione. Oggi, con l’avvio dell’Osservatorio, facciamo un altro passo avanti. Ma questo è soprattutto l’inizio di un percorso:«
Lo ha detto il segretario generale della CISL Sardegna, Pier Luigi Ledda.
Per la CISL, parlare di salute e sicurezza significa parlare del valore che viene riconosciuto al lavoro e alle persone. «Non possiamo parlare di buon lavoro se chi lavora rischia di morire, di ammalarsi o di compromettere nel tempo la propria salute.»
Un impegno che deve andare oltre la gestione degli infortuni e comprendere anche le malattie professionali, i rischi derivanti dalle esposizioni prolungate, lo stress, la fatica fisica e psicologica e le nuove criticità legate alle trasformazioni tecnologiche, all’organizzazione del lavoro e ai cambiamenti climatici.
Pier Luigi Ledda indica quindi una prospettiva per la regione: «La salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro devono diventare un fattore distintivo della Sardegna. Se vogliamo distinguerci per la qualità del nostro ambiente, delle nostre produzioni e del nostro territorio, dobbiamo cominciare a parlare con la stessa convinzione anche della qualità del lavoro. Questo significa investire nella prevenzione, nella formazione, nelle competenze, nell’organizzazione del lavoro e nella partecipazione dei lavoratori».
L’Osservatorio, nato dal percorso condiviso tra Regione e organizzazioni sindacali, dovrà ora diventare uno strumento capace di coinvolgere tutti i soggetti interessati: imprese, istituzioni, sistema sanitario, organismi di vigilanza, scuola, università, formazione professionale e rappresentanze dei lavoratori.
«La prevenzione deve essere la priorità – sottolinea Pier Luigi Ledda -. Abbiamo bisogno di costruire una vera comunità della prevenzione, nella quale ciascuno faccia la propria parte. Come CISL crediamo molto nel ruolo degli RLS e degli RLST, nel sostegno alle piccole imprese, nel contributo dei patronati confederali e nella necessità di diffondere la cultura della salute e della sicurezza a partire dai giovani e dalle scuole. Norme e controlli restano indispensabili, ma non bastano: servono soprattutto formazione, partecipazione, responsabilità e collaborazione.»
Un percorso che si inserisce nella più ampia proposta della CISL per il futuro dell’Isola, a partire dal Libro Verde per il Patto sociale. «Vogliamo salari migliori, occupazione di qualità, maggiori opportunità e più partecipazione dei lavoratori. Ma tutto questo non può essere separato dalla tutela della salute e della sicurezza. Un lavoro che mette a rischio la vita o compromette la salute delle persone è un lavoro al quale non viene riconosciuto fino in fondo il suo valore.»









