Un’iniziativa che nasce dalla collaborazione tra Cooperativa Villa Abbas e Casa Emmaus con Lo Specchio DAN, il centro dedicato ai Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione, la quale rappresenta il risultato di un percorso artistico, umano e terapeutico che mette al centro le persone, le loro storie e la capacità dell’arte di trasformarsi in strumento di espressione, consapevolezza e cura.
Curata dalla storica dell’arte Elena Mameli, la mostra propone una raccolta di opere realizzate dalle e dagli ospiti de Lo Specchio DAN, e accompagna il visitatore in un viaggio emotivo che invita a osservare la realtà da una prospettiva diversa: quella di chi convive con fragilità spesso invisibili agli occhi degli altri, ma profondamente presenti nella vita quotidiana.
“Attraverso i miei occhi” nasce dall’incontro tra patrimonio culturale e benessere psicofisico, creando un dialogo virtuoso tra il museo e il valore terapeutico dell’arte. Le opere esposte raccontano paesaggi interiori complessi, fatti di vulnerabilità e forza, sofferenza e speranza, cadute e rinascite. Un percorso che testimonia come il processo creativo possa diventare occasione di crescita personale e acquisizione di nuove consapevolezze.
L’esposizione si inserisce inoltre in un contesto culturale e territoriale di grande valore, richiamando il legame con il patrimonio storico di Sardara e con luoghi simbolici come il Pozzo Sacro di Santa Anastasia, che nel progetto assume il ruolo di amplificatore di emozioni e memoria, luogo capace di generare valore sociale, culturale e relazionale per l’intera comunità.
L’inaugurazione sarà un momento di incontro e condivisione durante il quale verranno presentate le opere e il percorso che ha portato alla loro realizzazione. Interverranno i rappresentanti delle istituzioni, della Cooperativa Villa Abbas, della curatela e della struttura Lo Specchio DAN che hanno accompagnato il progetto, insieme agli stessi protagonisti dell’esperienza artistica.
«Questa mostra è un invito a fermarsi, osservare e ascoltare. Attraverso l’arte è possibile avvicinarsi a realtà che spesso restano nascoste, promuovendo una cultura dell’accoglienza, della comprensione e del rispetto delle fragilità umane», sottolineano Casa Emmaus e Cooperativa Villa Abbas.




