Un evento culturale dedicato all’estetica vittoriana e steampunk che presta “particolare attenzione ai linguaggi artistici contemporanei e ai temi dell’inclusione sociale”. Ed è proprio da questa unione che nasce la collaborazione con l’Accademia e il progetto “Steampunk e inclusività”. «L’iniziativa – spiegano gli organizzatori – si fonda su un’idea semplice ma centrale: la disabilità non è una mancanza, ma una diversa esperienza del corpo e del mondo. Attraverso l’estetica steampunk e il design artistico personalizzato, le protesi diventano elementi narrativi, strumenti di autoespressione e simboli di forza e unicità. Non qualcosa da nascondere, ma da raccontare.»
L’idea è partita due anni fa e ha visto il coinvolgimento di diversi artisti e realtà che hanno customizzato protesi che sono state poi indossate da disabili, non prima di un percorso di confronto e scambio che unisce arte, estetica, funzione e vita personale. Un percorso che nelle ultime settimane è stato intrapreso da tredici studenti dell’Accademia d’Arte di Cagliari che hanno realizzato i disegni e customizzato numerose protesi.
Così sulla plastica modellata a forma di arti sono comparse farfalle, palazzi, pianeti, volti e sorrisi. Le protesi raccontano storie, aprono finestre su nuovi mondi e superano i confini della realtà e del dolore. I lavori degli studenti dell’Accademia d’Arte di Cagliari, esposti in uno stand durante la manifestazione, forniranno una chiave di lettura nuova sulla disabilità e allo stesso tempo mostreranno come l’arte, in ogni sua forma, possa diventare strumento di relazione e inclusione.










