4,15 milioni di euro di contributo dalla Regione Sardegna che permetteranno alle aziende agricole di respirare, almeno sul fronte dei costi idrici. Questo il principale tema oggetto di un partecipato incontro stamane a Chilivani, nella sede del Consorzio di Bonifica del Nord Sardegna, con le associazioni di categoria, durante il quale i vertici dell’ente, presidente e direttore generale, unitamente al consiglio di amministrazione, hanno avuto modo di spiegare ai rappresentanti sindacali come saranno ripartite le somme che l’amministrazione regionale ha concesso.
«Il tutto nasce grazie alle interlocuzioni del nostro consorzio, assieme ad Anbi l’associazione che riunisce i consorzi di Bonifica – ha spiegato il presidente Toni Stangoni -. Veniamo da anni in cui sono state affrontate grosse emergenze idriche che hanno penalizzato il comparto agricolo e creato veri e propri disagi. La Regione, accogliendo le nostre istanze, ci ha garantito un sostegno che permetterà di abbattere i costi per i nostri agricoltori e di mantenere sani i conti del consorzio.»
Si tratta di 4,15 milioni così suddivisi: 3,5 sono un contributo straordinario per mitigare gli effetti della siccità e compensare le restrizioni irrigue; 645mila euro invece arrivano dalla copertura delle spese per l’energia del 2022 per assorbire l’eccezionale rincaro elettrico (dovuto allo scoppio della guerra Russia Ucraina) che ha dovuto anticipare l’ente.
«I contributi straordinari – ha spiegato invece Giuseppe Bellu, direttore generale dell’ente – consentono di ridurre gli oneri a carico dei consorziati per le annualità 2023 e 2024: gli importi richiesti con gli avvisi esauriranno la contribuzione dovuta per queste due annualità, senza emissione di ulteriori saldi. Una quota residua del finanziamento sarà inoltre destinata alla riduzione del ruolo 2025. L’emissione ravvicinata dei ruoli 2023 e 2024 rientra nel programma di recupero delle annualità arretrate. Il disallineamento tra il sostenimento dei costi di gestione e la riscossione dei contributi obbliga infatti il Consorzio ad anticipare le risorse necessarie al funzionamento del servizio, con un conseguente ricorso alla tesoreria e maggiori oneri finanziari. Il programma prevede l’emissione del ruolo 2025 all’inizio del 2027 e del ruolo 2026 entro la fine dello stesso anno. L’obiettivo – ha concluso – è arrivare nel 2028 all’emissione del ruolo 2027 e proseguire con la riscossione dell’annualità precedente, rendendo più regolari i flussi di cassa e riducendo il ricorso alle anticipazioni bancarie.»
Una situazione di ritardo ereditata dai periodi di commissariamento «ma che con un lavoro costante di ricostruzione stiamo lentamente recuperando», ha commentato ancora Toni Stangoni.
Plauso da parte delle associazioni di categoria per l’importante risultato. A tenere banco nella discussione è stata anche l’importanza della programmazione pluriennale per le colture e conseguentemente la necessità di avere disponibilità stabili di risorsa idrica: i lavori sui vari invasi in corso, anche da parte di Enas, non hanno permesso di raggiungere le quote di riserva idrica che i bacini possono contenere, questo ha scoraggiato molti agricoltori dal programmare determinate lavorazioni con la possibilità di perdere le normali quote di assegnazioni idriche da parte della Regione. Il secondo punto trattato durante la riunione è stato l’allargamento delle Zone di Protezione Speciale, ossia aree designate dall’Unione Europea per la tutela e la conservazione delle specie di uccelli selvatici rari, minacciati o migratori.
«I vincoli che derivano dall’inserimento in queste zone speciali ci riguardano – ha spiegato invece Francesco Pala, vice presidente del Consorzio -, sia per come incidono nelle attività agricole, sia nella nostra operatività sul territorio. Noi ci mettiamo a disposizione delle istituzioni locali e in collaborazione con tutti gli enti anche sovracomunali, per far sì che si possa arrivare a dei piani di gestione.»
In conclusione sono state annunciate tre tappe informative e di discussione per i tre diversi distretti: il 28 ottobre a Ozieri, il 3 novembre a Perfugas e l’11 a Badesi. «Grazie alla interlocuzione con le scuole avremo la presenza degli studenti. Loro rappresentano il futuro ed è fondamentale renderli protagonisti di un messaggio di cambiamento nella gestione della risorsa idrica», hanno concluso.










