Nel cuore del centro storico di Cagliari, il dormitorio maschile collocato all’interno del Centro Caritas Papa Francesco rappresenta uno dei luoghi simbolo dell’attenzione della Caritas diocesana verso le persone senza dimora.
Tra i protagonisti della nuova campagna di comunicazione dell’8xmille alla Chiesa cattolica, il dormitorio, realizzato in collaborazione con il Comune e sostenuto dal lavoro quotidiano di operatori e volontari, è un’opera segno, sorta dopo la visita del papa a Cagliari, testimonianza di una Chiesa e di una città attente agli ultimi e impegnate a costruire percorsi di inclusione reale.
Una firma che accoglie: l’8xmille per un aiuto senza confini
In questo spazio, attivo tutti i giorni, vengono accolti uomini, in stato di fragilità, che spesso vivono sulla strada e che qui trovano un luogo sicuro, un letto pulito, servizi essenziali e un’équipe pronta ad ascoltare e a costruire con ciascuno un progetto di ripartenza. In questo senso la struttura di via Corte d’Appello è parte di una rete di opere-segno che animano la città.
«C’è tutto il senso della comunità in questo impegno – spiega don Marco Lai, direttore della Caritas diocesana di Cagliari – Questa è un’opera che si si occupa di accogliere i senza dimora e, a dire il vero, poi apre le porte anche a chi ha problemi di sovraindebitamento. L’incidenza della Chiesa rispetto alle povertà più estreme è davvero notevole, è un rimettere al centro la persona. Grazie al prezioso contributo dei fondi 8xmille della Chiesa cattolica riusciamo ad offrire un presidio continuo e costante fatto di cura, attenzione e accoglienza.»
Aperto dalle 14.00 alle 9.00, il dormitorio, articolato in 6 stanze, accoglie 16 ospiti, accuditi da un team di 5 operatori. A questi si aggiungono i volontari delle unità di strada che, ogni sera, raggiungono nelle vie di Cagliari le persone che vivono all’addiaccio, offrendo ascolto, un pasto caldo, generi di prima necessità e un orientamento ai servizi di accoglienza.
L’azione delle unità di strada si integra con le strutture di accoglienza notturna e i servizi di bassa soglia presenti in città, in una rete che coinvolge Caritas, realtà del Terzo settore e istituzioni locali, per garantire non solo un riparo dal freddo, ma anche un’occasione di inclusione sociale e di riscatto dopo aver vissuto momenti di difficoltà. «C’è una domanda importante di spiritualità e le unità di strada – prosegue don Marco Lai – significano dialogo, percorsi formativi non limitati a cercare casa ma opportunità per fare ripartire le persone in tutte le loro potenzialità. Nei dormitori Caritas non offriamo solo un letto, ma la possibilità di ricominciare. Rappresentano porte d’ingresso a percorsi più ampi: dall’accesso a una casa stabile al riavvicinamento alla famiglia, dal sostegno economico alla presa in carico da parte dei servizi sociali.»
Questo servizio, attivo tutto l’anno, rappresenta una presenza discreta ma continuativa accanto a chi sperimenta povertà estrema ed emarginazione, contribuendo a costruire relazioni di fiducia e percorsi di accompagnamento personalizzati. «La Caritas di Cagliari aiuta queste persone a cercare di risollevarsi offrendo un aiuto concreto – spiega Francesco Pedditzi, operatore – perché altrimenti molti di questi ragazzi, io li chiamo ragazzi perché sono più o meno miei coetanei, si troverebbero a vivere per strada. Gli utenti di questa struttura hanno innanzitutto bisogno di essere ascoltati e consigliati. Questo posto, come tanti altri centri di accoglienza, esiste perché l’8xmille fa in modo che la Chiesa aiuti le persone più bisognose. A chi firma vorrei dire grazie perché io sono testimone, come tanti altri operatori e volontari, di quello che si riesce a fare con questo contributo.»









