Potrebbero esserci guai seri per un esercente che, secondo la Polizia locale di Sassari, ha adibito a discoteca un sottopiano, senza alcuna uscita di sicurezza né autorizzazione per l’attività.
Gli agenti hanno bloccato la pericolosa attività grazie alle segnalazioni ricevute alla centrale operativa del Comando che sono state immediatamente prese in carico e hanno così permesso di avviare i controlli. L’uomo dovrà rispondere di numerose omissioni. Le segnalazioni sulla presenza di una discoteca totalmente abusiva in centro sono iniziate circa dieci giorni fa, sia dai cittadini esasperati per il disagio provocato loro dalla musica e dal rumore causato dai numerosi giovani che affollavano la strada, sia dagli esercenti che denunciavano una concorrenza sleale che provocava loro un danno oggettivo.
La prima segnalazione, riferiscono dalla Polizia locale, su cui non è stato possibile effettuare alcun tipo di verifica, è giunta il giorno successivo a un presunto “rave party” organizzato a metà settimana che, secondo la segnalazione, sarebbe andato avanti fino alle 5 del mattino. Da qui gli agenti hanno lavorato per identificare il locale e monitorarlo.
Una nuova segnalazione, questa volta tempestiva, è stata fatta da alcuni esercenti, segnalazione secondo cui il locale aveva programmato tre serate caratterizzate da intrattenimenti danzanti, di cui la prima si sarebbe svolta la notte tra venerdì e sabato, informazione questa già in possesso del Comando di Polizia locale che aveva acquisito il manifesto da Instagram dove si pubblicizzavano le tre serate.
Venerdì scorso, un controllo effettuato con agenti in borghese ha permesso di documentare che in una sala posta al sottopiano di un bar, priva di qualsiasi requisito di sicurezza, era stata allestita una discoteca: né porte, né uscite di sicurezza, ma neanche finestre. All’arrivo, verso le 22.00, nel locale degli agenti in borghese, nella sala c’erano pochi giovani, mentre un’ora più tardi gli avventori erano già un centinaio. L’attività è stata immediatamente fatta cessare.
Antonio Caria









