Approfondire attraverso attività pratiche e lezioni teoriche, le tecniche di telerilevamento per lo studio dei ghiacciai e degli ambienti montani. Questo l’obiettivo della sesta edizione della International Remote Sensing Summer School “Integrated techniques of remote and proximal sensing for the cryosphere”, che si è conclusa nei giorni scorsi a Courmayeur. La scuola, organizzata dal dipartimento di Scienze Chimiche e Geologiche dell’Università degli Studi di Cagliari (DSCG-UniCa) dalla Fondazione Montagna Sicura (FMS), dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e dall’Associazione Italiana di Telerilevamento (AIT), ha coinvolto 25 giovani ricercatori, dottorandi e professionisti provenienti da diversi Paesi, tra cui Nepal, Stati Uniti, Nuova Zelanda, Turchia e Bangladesh, che per 5 giorni hanno discusso e si sono confrontati sulle tecniche di osservazione della Terra applicate allo studio della criosfera e degli ambienti montani.
Nel corso dei cinque giorni, i partecipanti hanno infatti approfondito l’utilizzo integrato di dati satellitari multispettrali e iperspettrali, sensori radar, strumenti di monitoraggio terrestre, rilievi fotogrammetrici e droni UAV, alternando lezioni teoriche, attività pratiche ed esercitazioni sul campo. Una delle giornate centrali della Summer School si è svolta sul Ghiacciaio del Miage, dove i partecipanti hanno acquisito dati attraverso droni, spettrometri di superficie e altre strumentazioni per il monitoraggio della criosfera. Alle attività sul terreno sono seguite sessioni dedicate all’elaborazione e all’interpretazione dei dati, permettendo ai partecipanti di sperimentare le diverse fasi del processo di osservazione e analisi.
Il programma ha inoltre affrontato le applicazioni del telerilevamento SAR e delle tecniche di monitoraggio prossimale, con visite ai sistemi operativi di controllo del territorio in Val Ferret e dimostrazioni dedicate all’analisi dei processi ambientali in alta montagna e al monitoraggio dei ghiacciai. La giornata conclusiva ha portato studenti e docenti in quota, grazie alla collaborazione con Skyway Monte Bianco. Da Punta Helbronner, a 3.462 metri, i partecipanti hanno potuto osservare il paesaggio glaciale del Massiccio del Monte Bianco e approfondire gli effetti del cambiamento climatico sugli ecosistemi alpini, insieme alle tecniche di correzione topografica applicate alle osservazioni satellitari.
«Il recente tragico evento in Nepal – sottolinea la professoressa Maria Teresa Melis referente del progetto – ha ulteriormente richiamato l’attenzione della comunità scientifica sulla necessità di una formazione specialistica in questi ambiti. Il telerilevamento non rappresenta soltanto uno strumento di monitoraggio, ma può contribuire alla pianificazione e alla gestione del territorio. Anche ciò che stiamo osservando sulle Alpi conferma l’importanza di aggiornare i nostri modelli di analisi e di sviluppare nuovi percorsi di studio per comprendere fenomeni in rapida evoluzione, con rilevanti conseguenze economiche e sociali.»
La International Remote Sensing Summer School si conferma così un’occasione di formazione e confronto internazionale su tecniche e strumenti sempre più importanti per lo studio dei cambiamenti che interessano gli ambienti glaciali e montani.







