Dal prossimo anno, il Premio Letterario Città di Sassari avrà una sezione in più: alle cinque già presenti – Poesia edita, Poesia Inedita, Cantautorato, Narrativa, Romanzo – si aggiungerà un riconoscimento per il Giornalismo, dedicato e intestato a Antonello Lai. Una decisione che è stata rivelata ieri, durante l’incontro intitolato “La poetica degli ultimi”, incentrata proprio su Antonello Lai e sul suo modo, speciale e anticonformista, di fare giornalismo. L’incontro è stato una delle tappe quartesi di OTTOBREinPOESIA, il Festival Poetico Internazionale della Sardegna, che
dal 2 al 31 ottobre porta la poesia fuori dai libri e dentro la vita: nelle piazze, nelle scuole, nei teatri e tra le persone, mettendo in comunicazione generazioni e territori.
«Questa serata ha fatto nascere un’idea al direttivo del Premio Città di Sassari. Abbiamo deciso di aggiungere una sezione dedicata a chi, come Antonello, si occupa di giornalismo sociale, raccontando la vita quotidiana, le storie delle persone comuni, denunciando situazioni di disagio e sensibilizzando l’opinione pubblica su argomenti che spesso rimangono invisibili», ha spiegato Leonardo Onida, fondatore di OTTOBREinPOESIA.
Conosciuto da tutti come Tziu Lai, Antonello Lai è stato uno dei giornalisti più riconoscibili del panorama televisivo sardo. Nato nel 1956 e scomparso il 1° agosto 2024, all’età di 68 anni, ha dedicato gran parte della sua carriera al racconto delle persone più fragili e delle realtà sociali spesso trascurate dai media. Per anni si è occupato degli ultimi, di chi non aveva voce né rappresentanza, delle persone che vivevano ai margini della società. E Lai le ha raccontate senza fronzoli e abbellimenti, mostrando la realtà esatta, senza mai dare giudizi o opinioni. Con Zona Franca, il programma trasmesso dall’emittente TCS, gli ultimi trovavano un posto dedicato loro: cittadini in difficoltà, famiglie in condizioni di povertà, persone sfrattate, avevano così l’opportunità di descrivere le loro situazioni.
Ma come si concilia la figura di Antonello Lai con la poesia? «In effetti, questa è la domanda che ha guidato il nostro incontro. Antonello non era un poeta, ma il suo agire, l’essere appassionato di domande e non accontentarsi delle risposte, l’incontro delle persone ai margini, lo rendeva un poeta nelle azioni e nella sua vocazione. Io l’ho sempre definito un giornalista-poeta, perché era capace di stupirmi ogni volta che aveva il microfono in mano. Cercava di tirare fuori la verità delle cose delle quali si occupava, ed è quello che fa la poesia», ha aggiunto Leonardo Onida.
Insieme a lui, Graziano Milia, Omar Congiu, Maurizio Ciotola, Claudio Cugusi, Fabio Marceddu e Chicco Lecca hanno ricordato Antonello Lai amico e collega, compagno di tante battaglie e instancabile ricercatore di verità. Commosso il ricordo del sindaco di Quartu Sant’Elena Graziano Milia, suo amico di lunga data: «Antonello per me era un fratello, ci conoscevamo fin da ragazzini. Abbiamo fatto di tutto e di più insieme. Era una persona a cui io ero molto legato. Voglio concentrarmi su una cosa: Antonello viene ricordato giustamente per il suo lato umano, per la sua sensibilità e bontà. Era buono con chiunque, anche con chi lo trattava male. Ma era anche un grande giornalista, un professionista attento e serio che aveva la capacità di cogliere cose che altri colleghi non vedevano, di vedere ciò che altri non vedevano. Ed è questo che gli altri giornalisti non dovrebbero dimenticare di lui. Antonello mi manca molto, ero abituato ad averlo accanto anche nelle mie vicende politiche: mi dava consigli, a volte litigavamo, era una figura indispensabile. Il suo ricordo mi accompagna e non mi abbandonerà mai».











