L’Università degli Studi di Cagliari si conferma tra i protagonisti della trentesima edizione di Monumenti Aperti, con l’apertura al pubblico di alcuni dei suoi luoghi più rappresentativi.
I numeri dell’edizione 2026 confermano il forte interesse del pubblico. L’Orto Botanico si distingue ancora una volta come uno dei siti più visitati, con un totale di 6.357 presenze nel fine settimana, ribadendo il suo ruolo centrale all’interno della manifestazione e il forte legame con cittadini e visitatori. Grande affluenza anche per il Complesso di Santa Croce, che ha registrato 2.424 visitatori, e per il Palazzo del Rettorato che, a fine serata, ha contato 2.073 ingressi.
Significativi anche i dati degli altri spazi: il MUACC ha visto la presenza di 900 persone, il Museo di Zoologia ha accolto 1.093 visitatori, il Museo delle Cere ha raggiunto 1.053 presenze nelle giornate del 18 e 19 aprile, mentre le Collezioni archeologiche hanno registrato 719 visitatori.
Il Palazzo delle Scienze, con una presenza record di 2011 visitatori, ha visto, oltre alla partecipazione degli studenti delle scuole, il coinvolgimento di studenti e studentesse del corso di laurea in Fisica che, attraverso esperimenti e giochi interattivi, hanno coinvolto adulti e bambini in un racconto partecipato della scienza. Inoltre, i docenti Andrea Loi e Maurizio Atzori del dipartimento di matematica hanno tenuto due spettacoli molto partecipati di “matemagia” che hanno unito mistero, gioco e pensiero scientifico.
Molto apprezzati anche i percorsi tematici: il GeoTour ha coinvolto 167 partecipanti, mentre il Trentapiedi dei Monumenti, organizzato da Vestigia, insieme alla mostra collegata, ha attirato 517 persone. L’itinerario, con partenza da Piazza del Carmine, si è snodato attraverso lo storico quartiere di Stampace, portando alla luce luoghi spesso sconosciuti, come le vestigia del chiostro di San Francesco di Stampace. Il percorso ha inoltre valorizzato la memoria storica del quartiere attraverso alcune delle attività commerciali più antiche di Cagliari, configurandosi come un viaggio nel tempo capace di ricostruire le radici della città. L’esperienza ha incluso anche l’ingresso alla Stazione ferroviaria di Piazza Matteotti, proponendo un racconto urbano in cui palazzi, interventi di riqualificazione e tesori nascosti, restituendo ai partecipanti un’immagine viva e stratificata di uno dei quartieri più antichi di Cagliari.
Accanto alle conferme, questa edizione si distingue per l’introduzione di una novità: il GillaLab. Il laboratorio, ospitato nella laguna di Santa Gilla, ha accolto oltre 700 visitatori: un risultato significativo che dimostra quanto i temi della sostenibilità ambientale, della ricerca e del territorio siano percepiti come rilevanti e capaci di suscitare un forte coinvolgimento nella cittadinanza.










