È stato un coro unanime di suoni e di voci quello che si è levato sabato scorso 25 ottobre al circolo sardo “Logudoro” di Pavia, sotto l’abile regia della presidente Paola Pisano, per celebrare le doti e i meriti di Paolo Pulina e iniziare a fare il bilancio delle sue molteplici attività e delle tante iniziative: sia nella veste di vice presidente – per lunghissimi anni – di quel circolo sia come addetto alla comunicazione della FASI, la Federazione che riunisce tutti i circoli che hanno sede in Italia; ma poi anche come intellettuale attivo nella comunità pavese.
Suoni, si è detto, perché ad apertura e chiusura della serata sono state eseguite due canzoni in sardo scritte da lui, che si dedicava anche alla poesia: le ha cantate al suono della chitarra il suo amico e collaboratore Antonio Carta, e seguiva con altra chitarra il suo figlio maggiore, Gian Luca. Una canzone era dedicata ai Nuraghes e monumentos de Pavia, l’altra a Sos mortos de Buggerru 1904.
Nel corso della manifestazione si sono alternati gli interventi degli autori che avevano collaborato al piccolo libro pubblicato a luglio – primo anniversario della morte di Paolo – con altri che volevano comunque portare la loro testimonianza. Così, mentre la presidente Pisano è tornata sul contributo dato da Paolo alla crescita del “Logudoro”, Bruno Paba, suo compagno di scuola e amico, ha ricordato come aveva saputo distinguersi nel prestigioso liceo “Azuni” di Sassari, pur provenendo da quella che veniva considerata la modesta “scuoletta” del suo paese, Ploaghe.
Franco Saddi, presidente del circolo di Bareggio, ha ricordato con gratitudine il sostegno ricevuto da Paolo per tante delle iniziative intraprese: era «la nostra guida», ha detto, «il regista della nostra cultura». Gaetano Rizzuto, siciliano amico dei sardi, ha rievocato il tempo in cui, assunta la direzione del quotidiano “La Provincia pavese”, aveva accolto Paolo come collaboratore, aveva solidarizzato con lui e accogliendo i suoi articoli aveva favorito la sua iscrizione all’albo dei giornalisti pubblicisti.
Vittorio Pasotti si è presentato invece come suo allievo nei corsi da lui tenuti lungo gli anni all’UNITRÉ di Pavia, alternando temi a carattere generale con altri d’interesse locale, sino a dare vita a una Guida letteraria di Pavia e della sua Provincia, poi pubblicata in due volumi; ed è tornato allo stupore provato di fronte a un docente che mostrava di conoscere l’argomento meglio di tante persone di cultura del luogo.
Nuccio Lodato era stato invece testimone dell’attività svolta da Paolo come funzionario dell’assessorato alla Cultura della Provincia: anche qui distinguendosi, in particolare nella cura di pubblicazioni, della rivista “Bollettino delle Biblioteche” e di rassegne stampa, nonché di importanti cicli di proiezioni cinematografiche.
Secondo Salvatore Tola, che era stato da lui chiamato più volte a trattare nei circoli argomenti di cultura sarda, Paolo seguiva, nel prendere le tante iniziative,
l’insegnamento dei suoi due più importanti maestri: Antonio Gramsci, convinto dell’importanza che può avere la cultura per l’elevazione della classe dei lavoratori; Manlio Brigaglia, fedele per tutta la vita all’impegno preso negli anni della (mancata) Rinascita per lavorare al riscatto anche culturale dell’isola. Salvatore Mameli, che era entrato negli ultimi anni nella cerchia degli amici e collaboratori di Paolo, ha osservato che difficilmente potrà comparire qualcuno capace di svolgere nel mondo dell’emigrazione un ruolo analogo a quello svolto da lui: c’è da augurarsi, ha concluso, che serva come utile strumento per molti la biblioteca del circolo, che curava e giustamente gli è stata intitolata.
Bastianino Mossa, appena confermato presidente della FASI, ha ricordato nel suo intervento da remoto il sostegno ricevuto da Paolo nello svolgere il suo non facile compito; e lo ha rievocato come «custode di una memoria collettiva», fermamente convinto che l’emigrazione non sia «una ferita ma una risorsa». E ha preso l’impegno di attuare il progetto da lui avanzato di dare corpo a una grande Biblioteca della FASI.
Alla conclusione la moglie di Paolo, Marinella, è tornata, vincendo la commozione, al tempo in cui, entrambi studenti a Milano e coinvolti nel movimento studentesco degli anni caldi, incontrandosi, conoscendosi e affezionandosi avevano deciso di unire le loro vite.
Cristoforo Puddu




















