Si è aperto questa mattina a Cagliari la tre giorni del convegno internazionale “Gramsci e la questione meridionale” a un secolo dalla stesura del famoso saggio del pensatore sardo.
Il convegno è organizzato e ospitato dall’Università di Cagliari (aula A, via Sant’Ignazio 76, Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali) curato dal professor Gianni Fresu e dal GramsciLab, centro interdipartimentale di studi internazionali gramsciani.
La tre giorni ha richiamato a Cagliari studiosi di tutto il mondo che dibatteranno sul saggio del 1926 e sull’alleanza fra contadini e operai come nucleo centrale del pensiero gramsciano.
A introdurre i lavori per la Giunta è stato il capo di gabinetto dell’assessorato dei Beni Culturali, Andrea Dettori: «Studiare Gramsci in tutto il mondo non è un semplice esercizio di erudizione accademica, ma un atto d’amore verso la conoscenza e la libertà: significa imparare a leggere il potere per trasformarlo, rivendicare la dignità di ogni cultura periferica e riaffermare la centralità del pensiero critico per la costruzione di un futuro più giusto. Studiare Antonio Gramsci oggi significa attingere a uno dei patrimoni intellettuali più straordinari e fertili della storia contemporanea».
Il convegno proseguirà domani e venerdì con un programma fitto di panel con relatori e ricercatori da tutto il mondo.









