“Sardegna Terra di Nuraghi”, l’associazione promotrice della iscrizione nella WHL UNESCO dell’istanza “Architettura e spazi di culto, la sacralità della Sardegna protostorica”, insieme alla Presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, ringrazia il Ministro della cultura Alessandro Giuli e l’Ufficio UNESCO della Direzione generale Affari europei ed internazionali per il sostegno e per la preziosa azione di indirizzo e affiancamento che ha consentito di raggiungere questo primo risultato. Il Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale ha garantito inoltre le opportune interlocuzioni con il Comitato del Patrimonio mondiale.
La Sardegna custodisce una storia millenaria che l’ha resa protagonista indiscussa nell’antico scenario del Mediterraneo Occidentale. La civiltà protostorica sarda, che ha coperto un arco di oltre mille anni, tra il 1800 e l’800 Avanti Cristo, ha lasciato un patrimonio paesaggistico monumentale ricco di migliaia di siti che lo rendono un contesto straordinario.
La profonda spiritualità dell’architettura sacra dell’antica civiltà sarda, che ancora oggi presenta aspetti poco noti, che costituiscono uno straordinario stimolo all’approfondimento e alla ricerca scientifica, permea i tanti monumenti ancora conservati, primi fra tutti i Pozzi Sacri e le Tombe dei Giganti, che rappresentano un orgoglio identitario della Sardegna, ma sono una ricchezza inestimabile dell’Italia intera, che merita di essere meglio conosciuta e apprezzata dal mondo.
L’inserimento dell’istanza nella Tentative List italiana, guidato nel 2020 dal Ministero della Cultura, ha inoltre consentito il decollo di un’importante azione di accompagnamento della Regione Autonoma della Sardegna, a sostegno del progetto di candidatura, con ingenti stanziamenti economici rivolti alla conservazione, tutela, accessibilità e valorizzazione dei monumenti, ma anche alla creazione di una rete infrastrutturale immateriale che colleghi i siti tra loro.
La valutazione preliminare degli organi consultivi del Comitato del Patrimonio Mondiale è il primo passaggio del nuovo iter previsto dall’UNESCO per l’iscrizione dei siti nella Lista del Patrimonio Mondiale. La procedura ottimizza il lavoro degli Stati della Convenzione, fornendo una valutazione preliminare sul dossier di candidatura anche con preziose indicazioni sui punti di forza e sulle eventuali criticità da affrontare durante la redazione della documentazione di candidatura.
A introdurre la presentazione, a Cagliari, è stato Pierpaolo Vargiu, presidente dell’associazione “Sardegna Terra dei Nuraghi”, promotrice dell’istanza, che ha evidenziato come questo nuovo passo avanti sia il frutto di un lungo lavoro durato anni e che oggi, ha detto, «fa di questo progetto il progetto della Sardegna e dei sardi, una scommessa per dare alla nostra Isola una identità nel mondo».
«La candidatura che presentiamo racconta la profonda spiritualità dell’architettura sacra della civiltà sarda – ha detto la presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde – I pozzi sacri e le tombe dei Giganti rappresentano una ricchezza che va oltre la dimensione archeologica. Raccontano una civiltà che, tra il 1800 e l’800 avanti Cristo, ha lasciato nell’Isola un paesaggio monumentale straordinario e ha avuto un ruolo nelle relazioni del Mediterraneo. Questa candidatura riguarda quindi anche il modo in cui la Sardegna sceglie di raccontare se stessa e di collocare la propria storia dentro una dimensione mediterranea. La Regione Sardegna – ha proseguito la presidente della Regione – ha accompagnato con impegno e convinzione questo percorso, investendo sulla tutela, sulla conservazione, sull’accessibilità e sulla valorizzazione dei siti, nella consapevolezza che la candidatura UNESCO debba essere sostenuta da azioni precise e strutturate. Siamo fieri di poter portare questa storia millenaria all’attenzione del mondo intero per promuovere la conoscenza e la tutela del nostro patrimonio identitario. Ringrazio Sardegna Terra di Nuraghi, l’Ufficio UNESCO, il Ministero della Cultura, il Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale e tutti i soggetti che hanno contribuito a raggiungere questo primo, significativo traguardo. Proseguiremo il lavoro con determinazione, mettendo a disposizione tutte le competenze e le risorse necessarie per affrontare con fiducia le prossime fasi del percorso», ha concluso la presidente Alessandra Todde.
«Oggi celebriamo un traguardo straordinario: essere l’unica candidatura che l’Italia presenterà all’UNESCO per il 2027 è per tutti noi motivo di profondo orgoglio e grande responsabilità – ha evidenziato l’assessora della Pubblica istruzione e dei Beni culturali, Ilaria Portas -. Ottenere questo riconoscimento a soli due anni dall’ultima candidatura italiana delle Domus de Janas è il segno tangibile e inequivocabile dell’impegno costante della Regione, delle associazioni e di tutta la comunità scientifica coinvolta nella valorizzazione dell’immenso patrimonio archeologico della Sardegna. Desidero ringraziare l’Associazione “Sardegna terra di nuraghi” per la determinazione e la visione con quale ha portato avanti negli anni questo prezioso lavoro. La Regione – ha proseguito l’assessora – partecipa con convinzione da anni a questo progetto collettivo, sostenendolo non solo sul piano strategico ma con azioni concrete. Vogliamo infatti che le nuove generazioni crescano con la consapevolezza della propria identità e che il mondo riconosca ciò che noi sappiamo da sempre: la Sardegna è, e sarà sempre, la terra dei nuraghi. Per questo sono state importantissime e determinanti due azioni: i laboratori dedicati e i progetti didattici e le iniziative di premiazione in tutte le scuole dell’isola, che sono serviti a insegnare ai ragazzi e alle ragazze ad amare e tutelare la propria terra e le loro origini millenarie. Ed è per noi grande motivo di orgoglio – per il grande valore divulgativo che ha – la realizzazione del Nuragica Atlas, uno strumento scientifico fondamentale che censisce e mappa i nostri monumenti, rendendo il nostro paesaggio archeologico accessibile a tutto il mondo», ha concluso l’assessora Ilaria Portas.
«Questo momento rappresenta una tappa importante di un percorso costruito negli anni grazie al lavoro dell’Associazione e alla collaborazione di istituzioni e studiosi che hanno creduto in questo progetto – ha detto Giacomo Spissu, presidente della Fondazione di Sardegna -. Accanto al percorso verso il riconoscimento, è fondamentale il lavoro di conoscenza e divulgazione di un patrimonio diffuso in tutta la Sardegna. La Fondazione di Sardegna ha accompagnato questo percorso fin dall’inizio, sostenendo chi opera per studiare, valorizzare e far conoscere questo patrimonio. Il risultato raggiunto oggi apre una nuova fase, nella quale sarà importante proseguire con la stessa capacità di collaborazione e con un impegno condiviso», ha concluso il presidente Giacomo Spissu.











