Non un secco no al progetto, ma una richiesta di metodo che coinvolga la comunità stintinese e i proprietari dei terreni. È questa la posizione espressa dal gruppo consiliare di opposizione durante l’ultima seduta del Consiglio comunale di Stintino dedicata all’approvazione del piano per l’individuazione della rete sentieristica comunale e il suo inserimento nel Catasto della Rete escursionistica della Sardegna. Una seduta che, all’ordine del giorno, prevedeva anche le dichiarazioni di “dicatio ad patriam” per le particelle interessate, cioè la costituzione su di esse di una servitù di uso pubblico.
Il gruppo guidato dal capogruppo Angelo Schiaffino ha scelto l’astensione, riconoscendo il valore dell’iniziativa sul piano ambientale e turistico ma sollevando perplessità sul percorso seguito. Il progetto coinvolge infatti circa 500 particelle catastali, un numero che secondo la minoranza avrebbe richiesto un confronto diretto e preventivo con tutti i proprietari interessati.
«Lo sviluppo dei sentieri è un’opportunità per il territorio e per un turismo sostenibile – ha detto il capogruppo Angelo Schiaffino – ma proprio la complessità dell’intervento imponeva un coinvolgimento più ampio dei cittadini. La correttezza formale degli atti non basta se manca una reale condivisione con chi vive e lavora in quelle aree.»
Nel corso del dibattito è stato sottolineato come recinzioni, cancelli e delimitazioni presenti nei terreni non siano elementi casuali, ma spesso strumenti legati ad attività agricole, esigenze operative o semplicemente all’esercizio del diritto di proprietà. Trascurare questi aspetti, secondo l’opposizione, rischia di generare incomprensioni e possibili contenziosi che potrebbero rallentare l’attuazione del piano.
Il consigliere di minoranza Giuseppe Gaetano Denegri ha ribadito la linea del gruppo: «La nostra astensione – ha detto – non è una contrarietà di principio, ma un invito a rafforzare il dialogo con i proprietari coinvolti. Progetti di valorizzazione come questo funzionano davvero quando nascono da un confronto reale e da soluzioni condivise».
La minoranza sottolinea quindi di sostenere l’obiettivo di valorizzare il territorio attraverso la rete escursionistica, ma chiede che le fasi successive siano accompagnate da un percorso di concertazione più diretto e strutturato. «Soltanto in questo modo – ha concluso Angelo Schiaffino – riteniamo possa essere garantito equilibrio tra interesse pubblico, tutela ambientale e diritti dei privati.»



















